Sicurezza
Il “Mercato del Forte” è un bluff e fa male al nostro commercio
«La storia è nota ed i tentativi di portare il sedicente “Mercato del Forte” in città, numerosi a tal punto che ci domandiamo come sia possibile che ancora una volta siamo qui a parlarne», dice il presidente Anva Andrea Briguglio: «Sono ormai anni che in tutta la Toscana e non solo viene segnalato che un conto è il Mercato di Forte dei Marmi – con l’eccellenza dei prodotti che lo contraddistingue – e ben altro sono invece altri circuiti che di quel mercato hanno solo il nome». In effetti, anche solo a fare una breve ricerca sul web si trova una quantità di segnalazioni che spiegano come in realtà la qualità dei cosiddetti Mercati del Forte sia ben lontana da quella dell’originale, e che il vero Mercato del Forte, chi lo vuole lo trova sì, ma a Forte dei Marmi in piazza Marconi tutti i mercoledì e da lì non si sposta. Pare strano pensarlo materializzarsi una domenica in un piccolo quartiere di Livorno e guarda caso proprio mentre dovrebbe contemporaneamente essere al suo posto (come si apprende infatti dal portale del Mercato del Forte aperto a partire proprio dall’8). Marco Mainardi, vice presidente provinciale Fiva Confcommercio specifica: «Con la presenza del sedicente Mercato del Forte, non siamo più di fronte a una festa rionale, bensì a un mercato alternativo su area pubblica, ovvero un fenomeno che non è previsto dalla normativa e a cui mancano per giunta le autorizzazioni comunali. Il Comune ha la facoltà di intervenire per fare un mercato straordinario, ma questo dovrebbe essere programmato con un anno di anticipo, non deciso all’ultimo momento. Per altro abbiamo già sentito l’assessore Garufo, che intende intervenire a ripristinare il rispetto delle regole». «Le domeniche di dicembre sono per il mondo del commercio livornese un appuntamento fondamentale per far fronte alle difficoltà di lavoro indotte da una contesto economico locale che ancora stenta parecchio a risollevarsi da una lunga lunghissima crisi – spiegano i presidenti Alessio Carraresi di Confcommercio e Maristella Calgaro di Confesercenti – ed è corretto che i commercianti si organizzino per dar vita a momenti di animazione per attirare clienti e strapparli ai grandi centri commerciali – ma sono scelte che vanno condivise e ben valutate». «Forse manca l’offerta commerciale a Livorno? Non credo proprio – chiosa il presidente dello storico Mercato del Buontalenti Simone Toschi – che bisogno c’è di richiamare operatori commerciali da fuori città?». L’ultima battuta la fanno all’unisono i due direttori di Confesercenti Alessandro Ciapini e di Confcommercio Federico Pieragnoli: «il mondo del commercio non può essere continuamente attraversato da scorrettezze che ne avvelenano il lavoro. Ci appelliamo all’assessore Garufo affinché si mettano in pratica le indicazioni del nuovo Codice del Commercio visto che per quanto indotte dalle migliori intenzioni, possano alimentare tensioni e minare lo spirito di collaborazione tra imprenditori».
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