Gioco
Dedicata a Modigliani, la bambina in azzurro scende dal dipinto e diventa una bambola
Livorno, così Luana Barontini ha messo la sua creatività al servizio del grande artista ed ha realizzato tre “giocattoli” che ora tutti vorrebbero comprare
LIVORNO. Quando seduta al tavolo della sua cucina luminosa nel cuore di Livorno, a due passi dal mercato centrale, ha disegnato il primo tratto di quel faccino con gli occhioni blu carichi di innocenza infantile ma anche di inquietudine, Luana Barontini non credeva che la sua morbida e deliziosa “Bambina in azzurro” tutta da abbracciare sarebbe diventata preziosa e ambita quasi quanto quella originale dipinta da Modigliani e simbolo della mostra che si sta svolgendo in città.
E anche ora nonna Luana, una dinamica e bella signora di 73 anni con l’arte e la creatività nel dna, sempre in movimento tra Milano, Parigi e Livorno dove sono sparsi i suoi amatissimi tre figli (due femmine e un maschio), si schernisce. «Ma figuriamoci, io ho realizzato solo un giocattolo per la mia nipote più piccola, non sono un’artista». Anzi addirittura, quando su Facebook ha pubblicato la foto della sua bambola, nel post ha voluto scrivere “Piccolo omaggio a Modigliani! (Perdonami Dedo!)” con tanto di cuoricino.
E figuriamoci se Dedo non la perdona. Quella bambola di pezza che è la reginetta della vetrina del Laboratorio di Penelope, il negozio di sartoria e passamaneria di Serena Spallino al mercato, ha come moltiplicato l’effetto quasi ipnotico dell’opera che domina la mostra “Modigliani e l'avventura di Montparnasse” ai Bottini dell’Olio.
“Una semplice bambola, anzi una volta finita ci ho trovato tanti difetti ma purtroppo non è possibile rimetterci le mani su questi lavori” continua a dire Luana. Ma anche un oggetto che non ha più prezzo perché le richieste sono centinaia e la bambola una. Anzi a dire la verità, comunque soddisfatta del risultato, perché la sua “bimba” è davvero emozionante, Luana ha realizzato anche una perfetta versione di stoffa di “Elvira con colletto bianco. (Elvira La Quique cantante modella” ) esposta alla cartoleria di Corso Mazzini “Nina” (che è di sua nipote Urmila) e un’altra “Bambina in azzurro” formato pigotta che ha donato all’Unicef perché andasse a unirsi alle altre pigotte, bambole che vengono create dai volontari dell’associazione e poi vendute per raccogliere fondi da destinare a importanti iniziative a favore dei bambini svantaggiati di tutto il mondo.
E ora che tutti le vogliono queste bambole cosa pensa di fare Luana? «Non mi aspettavo questo interesse, ci devo pensare, ho ricevuto talmente tante richieste. Può darsi che magari ne faccia qualche altra ma dipende dal tempo, dall’ispirazione. E comunque non posso certo avviare una produzione industriale! Però sono davvero orgogliosa di questo successo e non solo per me. Con i miei piccoli mezzi, sono felice di aver contribuito a celebrare Modigliani, che ho sempre amato». Del resto come potrebbe non averlo amato lei, figlia, sorella, nipote e anche mamma d’arte. Si parte dal lontano passato quando sua nonna Dina Colomba, titolare dell’emporio modisteria “Le Mode” in Corso Mazzini, realizzava i più bei cappelli di Livorno prima della guerra e anche i fiori di carta. «Io non ho mai visto il negozio, perché fu distrutto durante la guerra, ma ho visto mia nonna all’opera e riusciva a fare dei miracoli. Con un fil di ferro e un po’ di carta velina tirava fuori dei fiori incredibili... e poi cuciva da dio. Faceva anche le bambole, le riempiva di segatura, allora non c’erano tutte le cose che abbiamo oggi. Ma io mi incantavo a guardarla». E mentre la mamma di Luana, Liliana Mazzinghi scriveva poesie, il babbo Piero dipingeva anche ed era un apprezzato Macchiaiolo. Il fratello di Luana poi è Claudio Barontini, famoso fotografo, Renato, l’altro fratello, è pittore. Il figlio Stefano Pampaloni un creativo che ha fondato la agenzia di comunicazione Zaki. E anche lei ha sempre avuto la passione per il disegno su carboncino. «Mi bastava vedere un foglio bianco, fin da piccola, e non resistevo, dovevo disegnare...».
«Uno l’ho realizzato anche proprio a Parigi nell’atelier di Modigliani - racconta - . Mia figlia Silvia, che abita lì, mi portò a visitarlo e chi vuole può realizzare un’opera, con modelle e modelli messi a disposizione, io no mi lasciata sfuggire l’occasione anche perché i ritratti sono il mio forte». Artista e casalinga, «perché avevo tre figli, i miei genitori lavoravano, non mi è mai pesato dedicarmi alla famiglia e comunque ho sempre trovato il tempo per esprimere la mia vena creativa. Ho perso mio marito Ivo purtroppo troppo presto, aveva solo 57 anni, e quello è un vuoto che mai si potrà colmare. Ma i figli, i nipoti, Mia e Martina, Leonida, Giordano, sono la mia gioia». Insomma Luana non è mai stata con le mani in mano e di certo non ci sta nemmeno ora. A parte inventarsi bambole, costruire schiere di Ape Maia e invidiatissimi costumi di carnevale ai figli (da Holly e Hobbie ai Visitors) - nonché sbizzarrirsi in una vera specializzazione nel mondo di Heidi che tutta la famiglia, amante della natura e degli animali,adorava - , si occupava di modernizzare il guardaroba della prole e realizzava le prime minigonne e abiti alla moda alla figlia adolescente negli anni Settanta risparmiandole il supplizio delle collezioni “per giovinette” in commercio allora. Per molti anni poi proprio per l’Unicef ha contribuito a realizzare pigotte molto particolari, curatissime, oggetti da collezione che se un prezzo comunque lo avevano era un prezzo da amatori. «Mi convinse mia figlia Laura, seppe di questi laboratori e pensò che potevo dare una mano».
«Il contributo di Luana è sempre stato prezioso - racconta il presidente dell’Unicef Ettore Gagliardi - e il dono che ci ha fatto da ex volontaria con “La bambina in azzurro” è prezioso...». Ma anche in questo caso di certo tra le tante pigotte tutti vorranno lei, la bimba di Modì: «Infatti per ora non abbiamo deciso in che contesto la proporremo... Magari potrebbe andare a Roma, chissà, forse ci sarà un percorso particolare, comunque come le altre pigotte avrà il compito di aiutare i bambini. Quest’anno la missione è doppia, il kit di primo soccorso e vaccini e l’istruzione per la bambine nel Niger».Intanto la prima uscita ufficiale della pigotta di Luana è fissata per domenica, quando verrà inaugurato il “pit stop” per mamme che devono allattare o cambiare i loro bambini al mercato centrale, a due passi dalla “sorella” in mostra da “Penelope”.
Ma non si sente assediata la signora Luana, ora che tutti aspettano altre bambole? «Mi dispiace non poterne fare quante ne servirebbero per far tutti contenti. Però una in particolare vorrei farla. Una che ricordi Jeanne. Perché quell’amore tragico tra lei e Modì, quella meravigliosa figura femminile, mi ha affascinato. E un mio piccolo omaggio, lo merita anche lei». —
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