Il Tirreno

Livorno

rilancio dell’economia 

“Zona speciale” per il porto Livorno bussa al ministero

Il sindaco Salvetti e l’assessore Simoncini a Roma: al tavolo dell’area di crisi la richiesta della “Zes” per avere un pacchetto di agevolazioni agli insediamenti  

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LIVORNO. C’è una doppia sigla “magica” che potrebbe dare più sprint al porto e dintorni: che si parli di “Zes” (zona economica speciale) o di “Zls” (zona logistica speciale), il riferimento è a una normativa che crei un vantaggio nella snellezza procedurale e/o nella riduzione del peso fiscale per territori legati a porti che, come Livorno, siano connessi alla rete dei grandi euro-corridoi Ten-T. La questione è stata posta nel menù del Comitato di coordinamento dell'Accordo di programma per l'area di crisi complessa livornese, ieri a Roma, su richiesta della Regione per fare il punto sullo stato di attuazione e capire quali risposte arrivano da Roma alle sollecitazioni provenienti da Livorno e da Firenze: al tavolo i sindaci Luca Salvetti (Livorno) e Adelio Antolini (Collesalvetti) e per Rosignano l’assessore Vincenzo Brogi, oltre a Gianfranco Simoncini nella doppia veste di consigliere dl governatore Enrico Rossi e di assessore del Comune di Livorno.

«Ho avanzato la richiesta di istituire una “Zes” nella nostra provincia», riferisce Salvetti all’uscita dall’incontro. Già da mesi la Regione Toscana ha messo sui binari l’iter per arrivare a una “Zls” per iniziativa di Rossi. La differenza fra l’una e l’altra? Al momento le “Zes”, strumento di agevolazione economica che già esiste in tante zone del mondo, sono state previste nel nostro Paese solo al Sud. Ma da mesi, sulla spinta di numerosi porti del Centro-nord, è stata varata una sorta di “Zes” modificata e attenuata che è stata ribattezzata “Zls”: vale per Genova e per Trieste, ci sta provando Civitavecchia ma un po’ dovunque ci si è messi in moto. Anche per i nostri territori. Provando a far marciare il dossier di un pacchetto di agevolazioni sia nel canale “Zls” sia in quello della “Zes”: ma il Sud protesta contro il fatto che anche il Centro-Nord abbia forme di agevolazione, temendo di perdere il vantaggio competitivo.

Si tratta di una strumentazione normativa nei riguardi della quale hanno dimostrato attenzione un po’ tutti gli schieramenti, sia pure ciascuno per proprio conto: basti ricordare che, oltre a Salvetti e Rossi, anche la giunta piombinese di centrodestra è favorevole, in passato Fdi con Andrea Romiti e Giovanni Donzelli l’ha vista con favore, pure il deputato M5s Francesco Berti chiede di lavorare in questa direzione e l’ex vicesindaca Stella Sorgente ne aveva fatto un cavallo di battaglia.

Non è stato questo l’unico argomento affrontato a Roma. Ad esempio, nel giro di poche settimane sarà pubblicato il bando Invitalia da 10 milioni di euro per finanziare progetti delle imprese dell'area livornese («con le nuove modalità più agevoli», dicono dal Comune). E poi: nella prima metà di gennaio nuovo round con i ministeri (sviluppo economico e ambiente), la Regione e i Comuni di Livorno e Collesalvetti per evitare che i siti di bonifica “Sin” e “Sir” diventino la pietra tombale di qualsiasi insediamento. —



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