Toscana
Il commercio livornese è un’arte e diventa un film
Il documentario rilancia l’alta qualità dei nostri negozi con curiosi aneddoti da Bacci a Civili, da Gagarin al bar Zorro. L’assessore Garufo: «Gran bel lavoro»
Uno smartphone, un microfono, contenuti importanti e sopratutto passione e poesia. Questi sono gli ingredienti principali del documentario ‘L’arte del commercio livornese’, presentato con grande riscontro di pubblico al Cisternino di città. Massimo Andorlini, Stefania D’Echabur, Roberto Tani, del Centro commerciale naturale di piazza XX Settembre, (supportati da Luca Volpi e Fabio Saller) hanno intrapreso un percorso suggestivo, nel cuore del commercio labronico, incontrando gli esercenti storici, coloro che hanno saputo col tempo creare qualcosa, poi diventato famosi a Livorno, ma non solo.
O magari capaci di associare il loro nome ad un prodotto, tanto da renderlo quasi proverbiale. Nel corso del filmato si incrociano infatti colossi come il tortaio Gagarin, il bar Civili, l’antica friggitoria di via del Cardinale, colonne portanti della nostra città: ritrovi tradizionali per i livornesi e piacevoli scoperte per coloro che vengono da fuori. E si scoprono aneddoti curiosi: che il ‘baccellone’ è stato inventato dal Bacci, quello dei formaggi; oppure che al bar da Zorro, c’è un incredibile affresco del pittore Seloski, o che esiste un cioccolatino dedicato a Modigliani.
«Il nostro obiettivo - dice Andorlini - è stato cercare il contatto con la gente, lavorando con mezzi modesti ma con tantissimo entusiasmo. Siamo però certi di aver realizzato un prodotto in grado di lasciare un piccolo segno, in tutti coloro che lo vedranno». Anche l’assessore comunale al commercio Rocco Garufo, ha sottolineato l’importanza di inziative come queste, che tendono a sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza del piccolo commercio. “Mi piace evidenziare - spiega l’assessore -, come i membri del Ccn di piazza XX settembre, siano molto attivi sia nel campo propositivo che su quello pratico, Tutti sappiamo quanto il commercio cittadino abbia bisogno di essere incentivato, e sostenuto. Il problema dei giorni nostri, è che nel settore c’è una competizione esasperata (bassa qualità a basso prezzo, vendite online...) , che mette in crisi il movimento tradizionale». Garufo ha quindi annunciato una serie di iniziative, a partire da un progetto che intende riqualificare il centro storico. «Il mercato centrale, piazza Cavallotti, via Buontalenti - dice - hanno bisogno di corposi investimenti: potrebbero diventare un gioiello, con un offerta commerciale elevata, e un’attrattiva turistica molto alta».
Ma nel frattempo occorre affrontare le urgenze. «Riportare il mercatino americano, in forme e qualità molto diversa, in piazza XX. Venendo incontro alle esigenze della piazza stessa, e dei commercianti, che non possono più restare dove sono adesso”. Dal documentario si evince, quanto sia stretto legame tra la cultura e il piccolo negozio di quartiere. «Livorno - conclude Stefania D’Echabur-, ‘ è una città che raccoglie figure legate alla musica alla poesia, alla pittura. La tradizione è storia e identità. Il nostro vuole essere un piccolo contributo, per far si che tutto questo non vada perduto». —
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