Gioco
Antonietta Esposito è La Sorrentina: «La pizzeria un futuro per me e i figli»
Da dipendente a imprenditrice, una storia di successo in rosa: «Omaggio a quella terra che amo»
LIVORNO. La penisola sorrentina in forno. Nel piatto. Nei sapori. Negli ingredienti. Antonietta Esposito ha voluto rendere omaggio a quella terra che tanto adora, dedicandole la sua pizzeria. La Sorrentina, appunto, in via Gramsci 8. Che non è un locale qualunque. Ma è la sua sfida “in rosa”. La sua scommessa per sè, pizzaiola donna negli anni Novanta e quindi una rarità. E per i suoi figli, per dare loro un futuro. «E ho vinto, i tanti sacrifici sono stati ripagati perché sono 9 anni che siamo qua e i miei figli sono i pilastri della pizzeria e mi ringraziano per questa attività che ho preso per il loro futuro», spiega con orgoglio la titolare che oggi ha 51 anni e arriva da Afragola. Nove anni fa il grande salto: da dipendente è diventata imprenditrice della pizza e ha aperto La pizzeria Sorrentina. «Dopo anni da dipendente prima al locale O’ Scugnizzo a Quercianella e poi al Fanale mi sono sentita pronta a fare il salto: nel 2010 ho aperto questa pizzeria e ho subito buttato dentro i miei figli a lavorare».
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Nunzio De Luca, 28 anni, è il figlio minore: fa il “fornista”. È un maestro della cottura delle pizze che ogni giorno vengono sfornata nel forno al legna e sono cotte al mattone.
«Ringrazio mia madre, adoro questo lavoro e ne sento la responsabilità: ho imparato nove anni fa facendo tanti sbagli e migliorando. La cottura è tutto», dice. La sorella Anna, 30, è una “tuttofare”. Dirige, coordina, segue i clienti in quel locale dove si fa pizza a taglio, a teglia, al metro (mezzo metro), si sfornano panuozzi, torta e tanta attività si fa con le consegne a domicilio (il locale è chiuso il lunedì, apre dalle 17.30 alle 22 gli altri giorni).
«Da noi il servizio non è assistito, i tavoli all’interno servono da appoggio», spiega Antonietta Esposito, mansione pizzaiola. Doc. «Mi porto le tradizioni della terra che amo, i panuozzi, per esempio sono tipici della penisola sorrentina». Racconta al Tirreno questa specialità: «L’impasto è della pizza, sono ciabatte che si gonfiano, si aprono e si farciscono - spiega - Tra i più richiesti ci sono quelli siciliani con melanzane sotto il pesto che si fanno noi e non sono fritte, mozzarella, prosciutto crudo». Che delizia! E alla fantasia affianca la tradizione. Va forte quella con salsiccia e friarielli e la Norma.
«Ci piace sperimentare e le prime cavie siamo noi della famiglia e chi lavora qui», continua Nunzio De Luca. babbo Alberto supporta tutta l’attività. «Questa settimana abbiamo sperimentato pizza con pere e gorgonzola e pizza con radicchio, noci e gorgonzola, per esempio», riprende De Luca.
Nunzio ha inventato nel 2012 la pizza calabra: «Dentro? - ci scherza su, orgoglioso della sua invenzione - nduja e cipolla di tropea fresca». E per chi adora il piccante «va fortissimo la pizza fuego: dentro nduja e salamino piccante».
Il segreto della pizzeria La Sorrentina sta anche nell’uso dei prodotti: «Il fior di latte che mettiamo nella margherita arriva dalla penisola sorrentina: i clienti la adorano. E ci adorano: per noi è la soddisfazione più grande».
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