Gioco
Mika a Livorno, una magia di cuore e talento: così l'onda pop abraccia i fan
Grande successo per il cantautore che ha fatto tappa al Modigliani Forum con il suo “Revelation tour”
LIVORNO. La musica che parla al cuore e fa venire i brividi e starsene accoccolati sui gradoni a captare emozioni o saltar su per ballarle le emozioni, non ha età. Così come sembra non avere età il giocoso eppur signorile fascino di Mika, del ritrovato umore pop che fa fiorire l’aria. Sembra ieri dai tempi di “Grace Kelly”, oltre un decennio fa, eppure le note che risuonano potenti tra gli spalti nel Modigliani Forum fanno ancora rima con buone vibrazioni e i mille colori indossati dai fan.
Mika – portato qui da Sandro Giacomelli (Leg) – saluta Livorno dal grande palco nella sua serata al palazzetto di Porta a Terra, tappa del “Revelation tour” che ha preso il via lo scorso 10 novembre da Londra, ma alla fine sembra che da Livorno non se ne sia mai andato. Perché a ottobre l’artista proprio a Livorno si è concesso con grande generosità, una giornata intera trascorsa a Il Tirreno dove è stato addirittura coinvolto nella realizzazione del giornale del giorno investito del ruolo di “direttore”. Mentre la mattina un mini concerto improvvisato in via Grande ha mandato in delirio un piccolo esercito di fan e di passanti che fan lo sono diventati per l’occasione. Con lui, così come quel giorno in via Grande, anche al Modigliani Forum c’è Francesco Chirico, il chitarrista livornese che l’artista ha scelto per questa tappa.
Ieri sera quindi, aperto dal bravissimo Wrongonyou, il concerto, una grande reunion con il suo pubblico livornese (e non solo, a riempire il Pala Modì ieri sono arrivati da mezza Toscana). Con Mika che scende fra i fan a ballare sulle note della sua “Big girl”. Striscioni, bandane, costumi da cosplay per gridare a Mika tutta la simpatia del mondo, per sentirsi vicini, per celebrare quel rito di empatia circolare che poche cose come un concerto possono propiziare.
Asia Gera è vestita di rosa un po’Alice nel paese delle meraviglie. Con lei Nicole e Benedetta anche loro agghindate in onore dell’idolo pop. Vengono da Pisa e da Orbetello: «Lui è un nostro mito da quando eravamo bambine aspettavamo questa occasione da mesi». Ginevra Bigongiari e Giacomo Iacoponi hanno tutti e due la bandana col nome di Mika: «La sua musica è la nostra colonna sonora. Quali canzoni? Dipende dall’amore ma ce ne è una per ogni situazione. E piace anche ai nostri genitori».
Un gruppo sventola cartelli con su scritto “Livorno loves Mika”. Hanno coroncine di fiori («perché è una cosa romantica, come lui») Benedetta Valloni, Lucia Tonacci e Alice Vizzoni, arrivate da Perugia e da Lucca, studentesse. Ma ci sono anche gli adulti, e non per dovere ma per piacere. Valentina e Rebecca per esempio, mamma e figlia, bandana e sciarpa, «felici di essere qui perché è una occasione per divertirsi insieme e ascoltare bella musica dal vivo». Tutti per mano a Mika insomma che da quel palco ha presentato al pubblico il suo nuovo album “My Name Is Michael Holbrook” (il vero nome di Mika e quindi una sorta di auto ri-presentazione).
Quando cala il sipario sullo show resta la piacevole sensazione di aver passato un paio d’ora in compagnia di un vero artista. Che ha costruito uno spettacolo di tutto rispetto, senza visual per dare maggiore importanza alle canzoni e al messaggio principale della serata ovvero fare tutto per amore, che è anche il tema principale del suo nuovo album. Dietro di lui e la band solo una scenografia con forti riferimenti alla Pop Art e agli anni ’80, caratterizzata dalle gigantografie dei suoi genitori da giovani, definiti «i miei Adamo ed Eva», da King Kong e dal retro del David di Michelangelo. «Il mio messaggio è felicità, libertà e tolleranza. Più che politico, è sociale; e più che sociale, è spirituale. Parla anche di desiderio: tutta la musica pop è basata sul desiderio e sul piacere» dice lui. E il messaggio, sull’onda di mille colori e quella voce speciale, arriva e rimane.
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