Il Tirreno

Livorno

Viva la pizza

Parco del Mulino, pizze speciali: «Proprio come i nostri ragazzi»

Francesca Suggi
Parco del Mulino, pizze speciali: «Proprio come i nostri ragazzi»

Livorno, integrazione e lavoro al locale dove la qualità sta nella diversità: «Da noi mangi con calma ma benissimo»  

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Sedici ragazzi speciali. Tanti, diversi, ognuno nelle sue mansioni sono i volti del Parco del Mulino. E alcuni di loro sono proprio le facce che colorano la pizzeria della cooperativa, nata in seno all’associazione italiana persone down. Dal giovedì alla domenica, a cena (dalle 19), loro impastano, stendono la pizza, prendono gli ordini, servono ai tavoli, spiegano il menù e gli ingredienti. E poi fanno i “taglierini”. Lo fanno con impegno e orgoglio i ragazzi disabili che dal luglio 2018 sono protagonisti di un vero e proprio progetto di integrazione-lavoro. La pizzeria, appunto.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.38040875:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38040875:1652460235/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]


«Il nostro motto e ci crediamo è che “le nostre pizze non sono perfettamente tonde, ma la qualità sta nella diversità», racconta il direttore della cooperativa Parco del Mulino, Marco Paoletti. Parla di Dario, Gianni, Marco V. , Marco P. , Edoardo, David, Valentina, Federico, Paolo, Giulia, Martina, Francesco, Giorgio, Mario, Federica, Amedeo: parla della cura con cui accolgono gli ospiti. Se ne possono sedere fino a 90 di persone, nel salone rinnovato, coloratissimo e accogliente.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.38035975:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2019/11/30/news/un-tuffo-moderno-nella-tradizione-da-tomei-la-pizza-nasce-tra-i-quadri-1.38035975]]


Il direttore ci tiene a ribadire un concetto fondamentale: «Da noi la pizza è buona e molto digeribile: facciamo quelle classiche che sono fatte bene e i clienti ce lo riconoscono. Da noi mangi con calma ma mangi bene». Napoletane, classiche, margherite, ai 4 formaggi: pizze buonissime, quindi. Servite da ragazzi speciali.
«Perché da noi la pizza è sinonimo di cultura, di civiltà, di progetti sociali: venite a conoscere i nostri ragazzi», lancia l’invito Gianna De Gaudenzi. Hanno imparato a impastare i ragazzi. Si sono formati per spillare le bevande, per prendere le ordinazioni, per accogliere, per spiegare il menù. Lavorano su turni e sono regolarmente assunti con contratto part-time dalla cooperativa sociale. Storie di inclusione che arrivano dai sapori sfornati. Progetti. Miglioramenti. «Con questo tipo di attività notiamo miglioramenti importanti dei nostri ragazzi nell’uso manuale, nell’autostima e nei momenti più concitati del lavoro sono loro a calmare noi cosiddetti normodotati», riprende Paoletti. L’attore e show man Paolo Ruffini conosce bene la realtà della pizzeria del Parco del Mulino: ne è testimonial.


«Qua dentro la fretta non è di casa – prosegue – Ci piace l’idea di rallentare, per apprezzare meglio i valori che ruotano intorno al nostro progetto». Ed è per questo che Paoletti si lascia andare con una riflessione: «È per questo, per il valore di questo progetto, che vogliamo vincere il gioco “Viva la pizza”». Quello della pizzeria è un progetto di inserimento lavorativo che si unisce al Bed and Breakfast all’interno del coplesso di via Fontani, a due passi dal mare, che è sempre aperto. E poi c’è il battello ristorante Ca’Moro.
«In tutte queste nostre attività lavorano i nostri ragazzi diversamente abili: siamo orgogliosi del nostri progetti», chiude.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web