Gioco
In piazza 400 studenti «Ci giochiamo il futuro»
Striscioni e slogan legati al movimento capitanato da Greta Thumberg I ragazzi raccontano le loro buone pratiche: dai jeans usati all’uso della bici
Erano più di 400 ieri mattina gli alunni delle superiori che sono scesi in piazza per dire ancora una volta che “non esiste un piano B” e che per salvare l’ecosistema non abbiamo altro tempo. Guidati dalla delegazione livornese del Friday For Future, il movimento mondiale capitanato dalla giovane Greta Thumberg, i ragazzi sono partiti da piazza Cavour, sfilando per via Cairoli e arrivando in piazza Grande per poi fermarsi davanti al Comune. Sotto Palazzo Civico, attivisti e studenti hanno organizzato un sit-in, intonando cori e mostrando i propri striscioni di protesta.
“Con Greta per il pianeta” e “Stop al carburante, vogliamo una mobilità sostenibile” sono stati i due slogan più in voga della manifestazione che si è svolta regolarmente senza alcun tipo di problema di ordine pubblico. «È inutile studiare e programmare un futuro – ha detto Leonardo Shinty, uno dei rappresentanti del Fff di Livorno, che ne cura la comunicazione e organizza gli eventi – se poi il futuro non ci sarà. Andando avanti con questa velocità, il mondo presto non sarà più a misura d'uomo. Dobbiamo svegliarci e iniziare a fare dei passi concreti verso il cambiamento». Per questo ieri mattina sono anche stati lanciati appelli al governo perché intervenga e si muova in questa direzione. «Da soli – ha chiuso Leonardo – non possiamo fare niente, ma purtroppo il governo e la Regione ancora non hanno fatto grandi cose per invertire la rotta». Molti ragazzi, però, hanno iniziato ad agire in maniera sostenibile anche nel proprio quotidiano. «Io – ha detto Giulio Boldrini, studente del Cecioni – cerco di muovermi più a piedi possibile e ho partecipato a diverse iniziative per la pulizia della città, come quella di Villa Fabbricotti». «Io, invece - ha detto Federica Bardi, dell'Enriques – non compro jeans, ma riuso quelli di mia madre e a casa abbiamo installato un impianto di depurazione dell'acqua per non comprare bottiglie». «Il cambiamento climatico – hanno aggiunto Sara Grigoli ed Elisa Riccobono, due studentesse del Cecioni – esiste ed è un problema reale. Chi dice di no, mente. Quello che è successo a Venezia non è un caso e se non facciamo qualcosa di concreto è destinato a diventare la normalità. Ma servono leggi precise e mirate verso la salvaguardia ambientale. Leggi che costringano le aziende ad operare in maniera green». E proprio davanti a una delle aziende più grandi di Livorno ieri pomeriggio è continuata la protesta dei ragazzi del Friday For Future che, insieme ai “colleghi” manifestanti di Pisa, si sono ritrovati alle porte dell'Eni di Stagno. «L'Eni – ha spiegato Luigi Ferrieri Caputi, il leader del movimento – sta continuando a investire sul fossile, portando avanti una politica vergognosa e per niente ecologista. Non capisco perché nessuno ne parli. Eni, infatti, continua ad andare nella direzione dello sfruttamento e dell'estrazione delle fonti fossili, un procedimento che incide tantissimo sulla crisi climatica Non possiamo più continuare a usare le fonti fossili, a pagare sennò saremo noi stessi». Ieri mattina, staccati dal corteo, erano presenti anche alcuni ragazzi del Fronte della Gioventù Comunista che hanno distribuito volantini per sottolineare che la difesa del pianeta sia incompatibile con il profitto di pochi e con il capitalismo. —
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