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Alp, sindacati all’attacco «Palazzo Rosciano tuteli i diritti dei lavoratori»
LIVORNO. Tornano venti di guerra (sindacale) sulle banchine del porto di Livorno: nel mirino la situazione di Alp, il soggetto autorizzato in base all’articolo 17 per fornire manodopera in caso di picchi di lavoro in porto: dunque un “termometro” sensibile degli effetti che hanno sull’occupazione sia l’andamento dei traffici sia l’organizzazione del lavoro.
Le Rsu di Alp, in un documento sottoscritto da Massimo Mazza, Giacomo Pupi e Fabio Antonini, vanno all’attacco: lo fanno dichiarando lo stato di agitazione e chiedendo un incontro urgente al presidente dell'Authority Stefano Corsini.
Il motivo? Mazza, Pupi e Antonini puntano il dito contro «il drastico calo di turni» che si è riscontrato sulle banchine livornesi «negli ultimi mesi».
All’origine di questo stato di cose, a giudizio delle organizzazioni sindacali, c’è «la deregolamentazione in atto nel porto di Livorno»: si tratta – tengono a sottolineare i promotori dell’iniziativa di lotta – di una «situazione già ampiamente denunciata ai vertici aziendali e agli enti preposti tramite documentazione e accentuata nelle ultime settimane».
Beninteso, quando dicono «incontro urgente» le Rsu non intendono aspettare molto: indicano esplicitamente la data di lunedì prossimo, segnalando che i lavoratori, a partire dalle 9, daranno vita a un presidio davanti alla sede dell’Authority sugli scali Rosciano e precisando che l’iniziativa di protesta «durerà fino a incontro ottenuto»). Bussano all'Authority – spiegano – perché è l’«ente regolatore del mercato del lavoro in porto e garante della legge 84/1994». —
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