Il Tirreno

Livorno

indagini 

L’operazione partita da un militare colligiano

S.T.

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COLLESALVETTI. Un mese di preparazione per mettere a segno il colpo. Avevano studiato tutto nei minimi dettagli Maurizio Pozzati, Vittorio De Vincenzi ed Emanuele Filoramo. Ma a tradirli è stata una targa sospetta, intestata a una di loro, che un carabiniere della stazione di Collesalvetti si è annotato e ha deciso di controllare al computer, scoprendo i precedenti penali tutt’altro che rassicuranti.

Un accertamento – quello del militare della Compagnia di Livorno, guidata dal maggiore Guglielmo Palazzetti – risultato decisivo per le indagini. Come conferma anche il comandante provinciale dell’Arma labronica, Massimiliano Sole. «Il carabiniere della stazione di Collesalvetti ha notato un personaggio – rivela – che, in base a come si stava muovendo, a suo parare stava compiendo un sopralluogo in banca. Ha sviluppato la targa e il proprietario è risultato un rapinatore con precedenti penali di questo genere. Abbiamo avviato le intercettazioni che ci hanno permesso di ascoltare, fino al momento della cattura, le intenzioni dei rapinatori e ridurre al minimo i rischi per i lavoratori e i clienti della filiale».

Fra gli arrestati c’è Pozzati, a lungo recluso nel carcere elbano di Porto Azzurro, che il 16 dicembre del 2000 insieme a dei complici aveva seminato il panico in via Fillungo, a Lucca, dove aveva rapinato l’ufficio postale, rimanendo coinvolto in una sparatoria con la polizia. La banda, scappando con 18 milioni di lire, aveva però sbagliato la strada, entrando nell’androne di un condominio. Uscendo il conflitto a fuoco con gli agenti, circostanza in cui il 67enne era rimasto ferito. —

S.T.

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di Redazione web