Il Tirreno

Livorno

«Salasso sosta, troppe Ztl, progetti fermi E noi intanto perdiamo 4 banchi all’anno»

Andrea Rocchi
«Salasso sosta, troppe Ztl, progetti fermi E noi intanto perdiamo 4 banchi all’anno»

La rabbia dei commercianti di Piazza Cavallotti. E le botteghe: «Contro gli ipermercati puntiamo sui prodotti di nicchia»

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«Gli ultimi 5 anni c’hanno tagliato le gambe. Ogni anno perdiamo 3-4 banchi», dice Luca Cecchini. Ed è un’emorragia che non s’arresta. «Il mio costa 26.000 euro – gli fa eco Marco Sessa – Ma chi lo compra se di qui a poco deve chiudere? Guardi quei ragazzi là - ci indica - sono giovani, hanno preso un prestito per aprire. Quanto dureranno?» La crisi morde nella sua piazza simbolo.

Felice Cavallotti, settore ortofrutta. Piove, e la gente si conta sulle dita di una mano. «In una giornata come oggi – racconta David Franceschi – presidente del Consorzio Piazza delle Erbe – se passeranno 30 persone è grasso che cola». Odori e rabbia, più che le solite voci. Via Grande che si spopola, il “palazzone” si svuota. «E noi allora? Qui si paga tutti. Il problema, semmai, è come far arrivare la gente in centro», va avanti Franceschi. «Se in via Grande si pagano 6,5 euro per tre ore e a Pisa, vicino a Piazza dei Miracoli, la prima ora costa 50 centesimi…». «Davanti alle Benci – dice Cecchini – un’ora costa 2 euro». Tariffe che scoraggiano anche i più volenterosi. E poi c’è un piano del traffico che non aiuta. «Da rifare», dicono senza mezzi termini dai banchi. «Da viale Carducci e viale Italia, le due direttrici per il centro, c’è un imbuto per raggiungere il pentagono del Buontalenti». I commercianti di Cavallotti sono delusi anche dalle promesse non mantenute. Chiedono una copertura della piazza. «Avevamo presentato un progetto a Nogarin - dice Sessa – poi non se n’è fatto di nulla. E’ bastata la protesta di alcuni condomini. Ma questa piazza va riqualificata». La pavimentazione non è neppure vecchissima. Ha 20 anni. Ma a luglio scorso 160 metri si sono aperti come una scatoletta di tonno. Colpa del caldo, si disse. «Colpa dei materiali con cui è stata fatta», ribattono.

Ci spostiamo più a sud, verso via Buontalenti, ma l’aria non cambia. «Ci chiede cosa serve? Una riqualificazione della piazza e dei banchi», dice Simone Toschi, presidente dell’omonimo consorzio.Ma anche una lotta senza quartiere al degrado. Anche qui in un anno si sono perse per strade diverse attività: 10 sono chiuse, 9 licenze revocate. La ricetta, per Toschi, ha un solo nome: qualità. «Non possiamo più vendere la merce in banchi di 4 metri per 1,5. Servono strutture più grandi». Il numero dei banchi, inevitabilmente, diminuirà. Ma tanto fra crisi e regolarità delle licenze, il passo è inevitabile. Ed allora “avremo un mercato con una sessantina di banchi, ma migliore”.

Toschi confida in questa amministrazione: «Abbiamo trovato un percorso comune. Mettiamo in campo le misure che servono». La riqualificazione non può che far bene anche ai negozi delle due piazze. Alessandro Bacci, presidente del consorzio “Le Botteghe” (17 associati, ma può crescere) ne è convinto. «La gente si è disabituata a venire in centro visto che senza fatica raggiunge Porta a terra, Levante e dal prossimo anno anche Esselunga. Ma qui non si trova la qualità ed il prodotto di nicchia che noi possiamo offrire. E’ su questo che occorre puntare». Però i fondi costano. E sono pochi quelli che riescono ad investire senza indebitarsi. I negozianti dell’area, quelli storici, sono convinti che serve un nuovo patto fra commercianti e proprietari. Serve un camiere. «Altrimenti qui si muore tutti».

Per gli ambulanti parla Andrea Briguglio, presidente dell’Anva, ambulanti di Confesercenti: «Anche noi indubbiamente dobbiamo qualificare la nostra offerta - dice - ma serve unità, coesione. Dobbiamo unirici per lavorare ad iniziative comuni che rilancino l’area». Una frecciata, Briguglio, la tira a quelle iniziative che portano in città gente una volta sola. Degli spot inutili. «Occorre organizzare eventi programmati, magari per diversi periodi dell’anno, che coinvolgano tutti gli operatori dell’area». Il traffico? «Certo, la viabilità non aiuta. Le tariffe dei parcheggi sono alte, ma sarà difficile entrare dentro i meccanismi dei bandi con i gestori. Magari si potrebbero aprire in alcuni periodi dell’anno, come per le feste natalizie, le zone a traffico limitato. Renderle percorribili da tutti. Basta poco, e può aiutare molto questo settore». —

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