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Carabinieri sventano rapina in banca: arrestati tre banditi
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La conferenza stampa con il comandante provinciale Massimiliano Sole e il maggiore a capo del Nucleo investigativo dell'Arma labronica, Michele MorelliI militari del Nucleo investigativo di Livorno hanno fermato i malviventi prima che mettessero a segno il colpo a una filiale di Vicarello
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LIVORNO. Hanno sventato una rapina alla Cassa di Risparmio di Lucca-Pisa-Livorno di Vicarello, arrestando i tre banditi appena rientrati nel loro covo, a Pisa. Lo scorso 22 novembre i militari del Nucleo investigativo di Livorno, guidati dal maggiore Michele Morelli, con la collaborazione dei carabinieri pisani hanno tratto in arresto tre persone per tentata rapina a mano armata.
Da tempo gli investigatori avevano avviato un’attività d’indagine coordinata dal procuratore capo Ettore Squillace Greco, nei confronti degli arrestati: italiani e pluripregiudicati con precedenti specifici per rapina ai danni d’istituti di credito. In particolare, l’attenzione dei militari era stata attratta, nei giorni precedenti, dalla ripetuta presenza dei tre nelle vicinanze di una filiale di una banca di Vicarello, frazione del comune di Collesalvetti, rivelatisi veri e propri sopralluoghi, nonché dall’anomalo acquisto di calze da donna (filmato all’atto dell’acquisto), che i tre avrebbero utilizzato per travisarsi il volto nel corso della progettata azione delittuosa. Pertanto, avuto il fondato sospetto che i tre malviventi avrebbero colpito, i carabinieri predisponevano un imponente servizio diretto a scoraggiare le intenzioni dei tre rapinatori.
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LE INTERCETTAZIONI
Nella mattinata di venerdì 22 novembre, i malviventi, giunti all’esterno della cassa di Risparmio di Lucca-Pisa-Livorno di Vicarello, notata la presenza di un’unità specializzata dell’Arma la cosiddetta Sos (acronimo che sta per Squadra operativa di supporto) posta allo scopo di dissuaderli, solo momentaneamente desistevano dai loro intenti. Dopo poco i tre tentavano nuovamente di portare a compimento la rapina ma ravvisando la persistente presenza dei militari rinunciavano al loro progetto: Rapinatore 1: “Mh ... porca puttana ... gli sbirri” – : Rapinatore 2: “Eh ne abbiamo tre ... quattro ... cinque (inc.) è qui madama ... abbiamo anche i Carramba” – : Rapinatore 3: “vai, vai, vai” , e - : Rapinatore 1: “Ci è andata di culo ... porca puttana (inc.) ... benedire … ma ti rendi conto ? ... potevano essere più indietro . più avanti (inc.) . proprio davanti lì. o l'hanno colpita!? o ci hanno già fatto …. meno male che non siamo arrivati prima, magari non c'erano e stava succedendo qualcosa, uscivamo stasera poi.... si mangiava li dentro.. (in carcere-N.d.R.). I complessivi esiti delle investigazioni confermavano che i tre erano pronti a colpire, avendo già individuato i compiti di ciascuno nell’azione delittuosa: Rapinatore 1: allora io sto dietro le casse, ti stai nell'ufficio, del Direttore, e te... va bè poi ci vado io, ci devo andare con Lui, per far sbloccare il bancomat.. te magari stai con il personale, con i clienti – : Rapinatore 3: si ma non lì dentro, li metti in uno sgabuzzino, i cellulari, depositati.. : Rapinatore 1: no ma possono stare anche seduti e te ti metti dietro l'angolino dietro la porta – : Rapinatore 3: attenzione a quei orologi scuri che sono dei cellulari....
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L'ARRESTO
A questo punto, gli investigatori decidevano di intervenire, bloccando i tre una volta entrati all’interno di un garage, sito nella periferia di Pisa, che fungeva da covo. Perquisiti, i malviventi sono stati trovati in possesso di: alcuni passamontagna, una maschera, calze di nylon - per celere il volto - guanti in lattice, una riproduzione della pistola Glock calibro 8 e alcune targhe rubate. I tre rapinatori venivano dichiarati in arresto e rinchiusi in carcere a Pisa, dovendo rispondere per il reato di tentata rapina a mano armata, ricettazione e detenzione senza denuncia di munizioni per armi comuni da sparo, in concorso tra loro. Il pm pisano Sisto Restuccia chiedeva la convalida degli arresti al gip che accoglieva la richiesta in base al materiale probatorio raccolto, disponendo la custodia cautelare in carcere dei tre. Si tratta di Maurizio Pozzati, 67 anni di Berra Ferrara (in provincia Ferrara), Emanuele Filoramo, 37enne di Isola Capo Rizzuto (Crotone) e Vittorio De Vincenzi, 67 anni di Fremura (La Spezia), ma residente a Lavagna, in provincia di Genova.
L'AMICIZIA CON VALLANZASCA
L’indagine, denominata “Big Brolly”, per la predilezione degli arrestati a perpetrare le rapine in tempo di pioggia, prosegue al fine di individuare eventuali altre analoghe azioni delittuose poste in atto dagli arrestati (a tal fine si forniscono le foto degli arrestati, nel caso vengano riconosciti attraverso la loro diffusione).
I tre rapinatori, due dei quali con alle spalle un’importante storia carceraria (67 anni, di cui 45 trascorsi tra le mura di un carcere), proprio mentre si avvicinavano alla banca raccontavano delle loro amicizie carcerarie, facendo riferimento a periodi di detenzione trascorsi con Renatino Vallanzasca, conosciuto nel super carcere di Novara, e con di Felice Maniero, il noto capo della mafia del Brenta.
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