Il Tirreno

Livorno

editoria: la protesta  

Saracinesche giù alle 12 La lotta degli edicolanti per avere una speranza

Gianni Tacchi
Saracinesche giù alle 12 La lotta degli edicolanti per avere una speranza

Nella giornata di trattativa tra il sindacato, editori e governo arriva l’annuncio: entro fine anno chiudono altre tre rivendite

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La crisi è sotto gli occhi di tutti ed entro la fine dell’anno, tra Livorno e provincia, chiuderanno altre 3 edicole per un totale di 23 nell’arco del 2019. Numeri impressionanti che confermano le difficoltà del settore, numeri comunque in linea con il trend a livello nazionale. E ieri, in occasione del convegno organizzato a Roma dal Sinagi (Sindacato nazionale giornalai d’Italia, affiliato alla Slc Cgil) per confrontarsi col governo e avere qualche risposta sul futuro, diverse edicole livornesi hanno chiuso alle 12 come forma di protesta. «La situazione è tragica – dice Daniele Domenici, segretario provinciale Sinagi – in Italia ha chiuso il 50% delle edicole: Livorno era piena di rivendite di giornali, ora le saracinesche continuano ad abbassarsi e tante famiglie restano senza lavoro. Durante il convegno c’è stata una mezza apertura da parte dei rappresentanti del governo, almeno è stato aperto un tavolo di confronto: abbiamo portato circa 100mila firme per chiedere che un terzo del finanziamento pubblico all’editoria venga al mondo degli edicolanti, in modo da poter guardare avanti con un minimo di serenità. Con la situazione di oggi siamo invece destinati a morire lentamente».

A Livorno non tutte le edicole hanno aderito: alcune hanno chiuso alle 12, altre hanno abbassato la saracinesca più tardi, altre sono rimaste aperte tutto il giorno. «A livello di immagine sarebbe stato importante avere tutte le edicole chiuse – commenta Domenici, titolare della rivendita ai Quattro Mori – capisco le difficoltà di una mezza giornata senza incasso, ma siamo a un punto di non ritorno e bisogna collaborare. Servono soluzioni serie per tutta la filiera editoriale». Parole ripetute dai rappresentanti del Sinagi, a Roma, davanti ad Andrea Martella (sottosegretario con delega all’editoria) e Fabrizio Carotti (direttore generale della Fieg, la Federazione italiana editori giornali). E pensare che qualcuno a Livorno, poco più di un anno fa, ha scommesso nel settore aprendo tra via Grande e via Cogorano: è Paolo Vivaldi, «non ancora pentito per l’investimento» ma pronto ad «allargare la vendita trasformando il concetto di edicola». —

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