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allarme piogge 

Chiusa per frana la strada per Castellaccio

Claudia Guarino
Chiusa per frana la strada per Castellaccio

Controlli e transenne anche sulla vecchia Aurelia all’altezza di castel Sonnino: si temono cedimenti dell’argine lato monte

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Trenta centimetri di distacco a monte, mezzo metro di strada rovinata lato mare e fino a sei mesi di tempo per eseguire i lavori necessari alla messa in sicurezza. Ecco i numeri della frana che ha causato la chiusura al traffico di parte della provinciale 9 che porta a Castellaccio, in corrispondenza con l’Aurelia, all’altezza di Castel Sonnino. Ma andiamo con ordine. Ieri sulla sp 9 c’erano i tecnici incaricati dalla provincia e Il Tirreno li ha accompagnati durante il sopralluogo. La strada non è invasa da terra e detriti. Le piogge dei giorni scorsi, però, hanno causato il distacco del terreno compreso tra due tornanti successivi. Accanto ad uno di essi, nello specifico, è visibile una crepa larga circa 30 centimetri.

Il terreno si è mosso verso valle, rovinando e gonfiando l’asfalto del tornante sottostante. «Al momento la situazione è sotto controllo e la strada è stata chiusa in via precauzionale - ha detto il geologo Libero Michelucci, presente al sopralluogo - ma è tutto legato al meteo. Una volta che inizia un moto franoso, infatti, la pioggia può peggiorare la situazione. Intanto è stata sistemata una barriera per evitare che l’acqua piovana, scorrendo sulla strada, si infili nella crepa».

«E sistemeremo anche dei teli a protezione del terreno - ha aggiunto l’ingegner Massimo Canigiani, responsabile del servizio viabilità della Provincia - A valle abbiamo monitorato l’avanzamento del terreno con alcune tacche sull’asfalto e pare che si sia fermato». Ad accorgersi per primo dello smottamento è stato un residente della zona che, domenica 24 novembre intorno alle 20.30, ha avvertito carabinieri e vigili del fuoco.

«Dovranno essere fatte verifiche sulla frana - ha aggiunto Canigiani - poi servirà un progetto e poi dovranno essere eseguiti i lavori. Dobbiamo fare una stima di costi e tempi. Sicuramente chiederemo il finanziamento regionale previsto per lo stato di emergenza e non penso che i lavori saranno finiti prima di sei mesi». Un periodo di tempo, questo, durante il quale è molto probabile che la strada rimanga chiusa. E durante il sopralluogo di ieri è emersa un’altra problematica. Sul muro presente sull’Aurelia «due capsule dei tiranti hanno subito una spinta in avanti - ha detto Mauro Meozzi, capo cantoniere e sorvegliante Anas - Il contrafforte regge e non so se il fatto è attribuibile a questa frana o ad altre cause. Tuttavia la situazione è da tenere sotto controllo. Domattina (oggi ndr) manderò qualcuno a stuccare il muro. Se si dovessero formare altre crepe sarebbero collegate allo smottamento in corso».

Al sopralluogo erano presenti anche l’ingegner Andrea Cecconi, Michele Sarno e Fabio Gradassi dell’impresa Abate: tutti incaricati dalla Provincia. Controlli in corso e progetti all’orizzonte, dunque: sperando nel meteo e tenendo presente che per mettere in sicurezza la zona ci vorrà del tempo. Per gli operatori di Castellaccio il timore è uno: «Adesso grossi disagi per la strada chiusa non ne abbiamo - ha detto Giacomo Ciaponi, titolare dell’omonimo ristorante - Ma speriamo che sia riaperta per l’estate, perché è la via usata dai turisti per andare al mare». —

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