Il Tirreno

Livorno

Truffata e derubata anziana di 87 anni: «Sono terrorizzata, non esco più di casa»

Stefano Taglione
L'opuscolo in regalo nei giorni scorsi con Il Tirreno e realizzato dallo Spi-Cgil (foto d'archivio)
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L'opuscolo in regalo nei giorni scorsi con Il Tirreno e realizzato dallo Spi-Cgil (foto d'archivio)

Livorno, parla la donna vittima di un falso avvocato in via Tommasi: «Mi ha detto che mia figlia era stata arrestata e che dovevo pagare. Di lei sapeva tutto»

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LIVORNO. «Non dormo la notte e non sono più uscita di casa. Quella persona si è qualificata come l’assistente dell’avvocato di mia figlia, sapeva il suo nome, me l’ha pure passata al telefono anche se sapevo che quella non era la sua voce. Non so come ho fatto a fidarmi: sono fuori di me». A parlare – a patto dell’anonimato – è la donna di 87 anni che mercoledì 20 novembre, in via Adolfo Tommasi, ha aperto la porta di casa a un uomo che l’ha truffata facendo leva sui sentimenti dell’anziana e sull’amore per la figlia, rubandole qualche migliaio di euro fra collane e girocolli in oro e 400 euro in contanti, soldi che la donna aveva nei cassetti.

Per convincerla, suonandole al campanello a mezzogiorno mentre era sola, le ha spiegato che la figlia (che vive a Torino) aveva provocato un incidente stradale ed era stata arrestata. «Aveva un sacco di informazioni, non capisco chi possa avergliele date – fa notare l’anziana, ancora sotto choc – e io non lo conoscevo di certo. Mi ha convinta dicendomi che lei si era scontrata con un’auto nei pressi di una rotonda a Torino e che l’avevano arrestata revocandole la patente».

Il truffatore – ben vestito, abbastanza alto e senza un accento particolare – al cellulare le ha passato un complice, che si è qualificato come maresciallo dei carabinieri. «Guardi – così le ha detto – sua figlia è qui in stato arresto». «Allora me la passi», ha risposto la signora, dubbiosa. Poi un pianto a dirotto e una voce di donna che non era quella della familiare, ma probabilmente ci somigliava. «No, sapevo che non era lei – continua l’ottantasettenne – ma alle mie obiezioni il falso avvocato ha spiegato che piangendo la voce si modifica. E io ci sono cascata. Come ho fatto a fidarmi?». Il truffatore è stato molto convincente e molto preparato, tanto che è plausibile pensare che per giorni abbia seguito la vittima scoprendo anche dove abita la figlia.

Non è certo la prima volta che a Livorno le bande organizzate riescono a farsi beffe degli anziani. «I poliziotti mi hanno detto che è stato un raggiro ben architettato – continua – ma io me ne sono accorta subito dopo che è scappato, scendendo velocissimo le scale. A un certo punto, mentre andavo a prendere i soldi, mi ha pure seguita in camera da letto. Io gli ho detto di tornare in cucina. Lo ha fatto». Ma poi è fuggito con i soldi. «Pensare che la vicina, che abita sotto di me – conclude l’anziana – in quel momento stava rientrando con il cane, che ha pure ringhiato verso il truffatore. Non lo fa mai, chissà perché… comunque è andata bene che non mi sia preso un infarto. Se queste persone torneranno, dico a tutti di non farle entrare in casa. Giocano con i sentimenti e col nostro senso di smarrimento, mai fidarsi di loro».

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