Il Tirreno

Livorno

inchiesta della capitaneria 

Fiamme sull’Eurocargo irregolarità al sistema antincendio di bordo

Fiamme sull’Eurocargo irregolarità al sistema antincendio di bordo

La nave merci della Grimaldi è stata trattenuta in porto e la procura indaga per rogo con pericolo di naufragio

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LIVORNO. Impianto antincendio non a norma. Sono le conclusioni, dopo l’avvio di un’inchiesta interna, alle quali sono giunti gli ispettori della capitaneria di porto di Livorno a seguito del sopralluogo nella sala macchine dell’Eurocargo Trieste, la nave merci della Grimaldi che nella notte fra mercoledì e giovedì dopo essere partita per Savona ha avuto un blackout per un rogo scoppiato nel vano motori che ne ha reso impossibile la navigazione.

Secondo quanto ricostruito da vigili del fuoco e guardia costiera le fiamme sarebbero partite dal motore principale di dritta. Lo ha confermato anche il contrammiraglio Giuseppe Tarzia, a capo della direzione marittima labronica. Un secondo focolaio ha poi interessato il generatore di emergenza diesel, con i pompieri – coadiuvati dai militari, dal personale sui rimorchiatori Neri e dai colleghi sommozzatori del distaccamento porto, con la squadra nautica – che hanno spento le fiamme, nonostante le temperature in alcuni momenti abbiano superato i 100 gradi. Per fortuna, fra i 25 membri dell’equipaggio a bordo, nessuno è rimasto ferito. Scongiurati anche i rischi per l’ambiente, visto che non ci sono stati sversamenti in mare.

Sul caso la procura di Livorno ha aperto un fascicolo, al momento a carico di ignoti e quindi senza alcun indagato, per incendio con conseguente pericolo di naufragio. Procede comunque spedita l’inchiesta interna della capitaneria. Al termine dell’ispezione, infatti, gli ispettori della capitaneria hanno fermato la nave in porto, in quanto «risultata non rispondente agli standard previsti in materia di sicurezza della navigazione. In particolare – specificano dalla guardia costiera – si sono rilevate irregolarità nell’impianto fisso antincendio di bordo e nelle dotazioni di sicurezza della nave, che dovranno essere quindi ripristinate prima che la stessa possa nuovamente operare». Sull’Eurocargo Trieste – ora fermo all’accosto 24 sud Sintermar – sono in corso verifiche pure da parte degli ispettori della compagnia armatoriale Grimaldi e dei rappresentanti dello Stato di bandiera (che è Malta).

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