Il Tirreno

Livorno

Ciro, un lavoro e la grande passione «La pizza è nel mio dna da sempre»

Ciro, un lavoro e la grande passione «La pizza è nel mio dna da sempre»

Il 32enne è il titolare di “Un giorno all’improvviso” in via Gramsci: «Punto a ingrandire l’attività»

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livorno. Le mani infarinate si muovono fino a che l’impasto non ha raggiunto l’adeguata consistenza. Con la pala, poi, sollevano e appoggiano nel forno il prodotto lavorato. Giorno dopo giorno. Mese dopo mese. Anno dopo anno. E l’odore che proviene dalla cucina è inconfondibile. «Per me la pizza è tutto».

Quando Ciro Vitiello parla del proprio lavoro i suoi occhi si illuminano. «È un’attività che ti guarda in faccia - racconta - Ma è bellissima. E vedere i clienti soddisfatti è qualcosa di impagabile».

Un tempo Ciro faceva la pizza al 10+10 di piazza Grande, insieme ai suoi genitori. Poi si è messo in proprio e ha aperto in via Gramsci “Un giorno all’improvviso”. E nella scritta stampata sul muro della sala il nome si completa “Un giorno all’improvviso mi innamorai di te”.

Di certo Ciro Vitiello, 32 anni, ama la pizza alla follia. «Sono originario di Torre del Greco (in provincia di Napoli ndr) - racconta - ma vivo a Livorno fin da quando ero piccolissimo. Da bambino guardavo i miei genitori che preparavano la pizza e ho sempre pensato che questo sarebbe stato anche il mio mestiere».

“Un giorno all’improvviso” esiste da tre anni. Ciro Vitiello è il titolare e, naturalmente, il pizzaiolo.

«Ho ristrutturato il locale e ho messo un forno nuovo, che è arrivato direttamente da Napoli. Ho scelto questo posto perché mi sembrava che offrisse tutto ciò di cui avevo bisogno».

La pizzeria di via Gramsci offre antipasti e pizze, sia cucinate con impasto classico che integrale.

«Facciamo anche servizio da asporto e, su ordinazione, prepariamo mezzo metro di pizza. In tutto abbiamo una settantina di coperti e siamo aperti tutte le sere, a pranzo su prenotazione, tranne il giovedì». Il giovane pizzaiolo, dunque, ha un passato legato al locale dei suoi genitori e un presente che si chiama “Un giorno all’improvviso”, che dà lavoro a due persone.

«Sono molto felice di come stanno andando le cose - dice - Ci sono parecchie spese a cui dover far fronte, ma, nel complesso, non posso che dirmi soddisfatto». Così Ciro, giorno dopo giorno, prepara e inforna le sue pizze, servendole ai clienti su tavoli apparecchiati di arancione che riempiono una sala in stile moderno dove dominano i colori bianco e grigio chiaro.

«Prima sui muri c’erano piccoli mattoncini - afferma il titolare della pizzeria di via Gramsci - Poi ho deciso di rifare tutto da zero, volevo cambiare».

E, ponendo lo sguardo al futuro, all’orizzonte per il 32enne non può che esserci la sua amata pizza. «Voglio portare avanti l’attività, continuando a lavorare come sto facendo adesso. E poi, chissà? Potrei anche pensare di ingrandirmi».

E, magari, l’idea di come riuscirci potrebbe anche venirgli in mente quando meno se l’aspetta. Un giorno, all’improvviso. —

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