Il Tirreno

Livorno

Paura sul cargo Grimaldi: in fiamme la sala macchine Salvo l’equipaggio

Stefano Taglione
Paura sul cargo Grimaldi: in fiamme la sala macchine Salvo l’equipaggio

Vigili del fuoco e capitaneria hanno lavorato tutta la notte Il rogo partito dal motore di dritta, temperatura a 100 gradi 

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L’allarme scatta al largo della Vegliaia. È l’una e mezza della notte quando l’Eurocargo Trieste parte per Savona. Un’ora più tardi, a quattro miglia dal porto, succede l’impensabile: un incendio in sala macchine provoca un blackout e rende impossibile la navigazione. L’equipaggio può solo chiedere aiuto, evacuare i locali e attivare gli impianti ad anidride carbonica che impediscono il dilagare delle fiamme.

A bordo 25 membri dell’equipaggio, nessun passeggero, ma 274 semirimorchi con pallet di accumulatori elettrici appena caricati. «Una buona parte erano merce pericolosa», confermerà in serata il contrammiraglio Giuseppe Tarzia, a capo della direzione marittima di Livorno, che ha coordinato i soccorsi. Il bilancio per fortuna è solo positivo: nessun ferito e zero conseguenze per l’ambiente.

Ma la nottata è stata lunga. La capitaneria si attiva subito quando riceve l’sos del comandante e chiama i vigili del fuoco, giunti con una squadra del comando di via Campania e con il colleghi della distaccamento porto, sommozzatori e squadra nautica, sulla motobarca VF1174. In mare, oltre alla guardia costiera, ci sono anche i rimorchiatori Neri. Militari e pompieri salgono a bordo, ma la telecamera termica calcola, in sala macchine, oltre 100 gradi. Impossibile entrare. Per questo, con gli idrogetti, lo scafo viene raffreddato in rada. In mattinata il traina verso il porto, ma poi il cargo viene rimorchiato di nuovo al largo, per favorire il controllo di eventuali nuovi principi di incendio.

«Abbiamo ritenuto di lasciare la nave fuori – ricostruisce il contrammiraglio Tarzia – e i fatti nel tempo ci hanno dato ragione, dato che un altro principio di incendio, seppur minore, si è poi sviluppato al generatore di emergenza. Queste condizioni riprodotte in porto avrebbero potuto determinare un rischio per gli operatori e per la nave, nonché rendere complicato rimorchiarla fuori. Una decisione, presa d’intesa col comandante dei vigili del fuoco (Paolo Qualizza ndr), che si è rivelata corretta, visto che le condizioni meteo erano buone. Nel pomeriggio abbiamo completato le operazioni di scarico senza danni e i nostri ispettori sono entrati in sala macchine per stabilire le cause dell’incidente». Il rogo è partito dal motore principale di dritta ed è stata aperta un’inchiesta per stabilirne il motivo. La nave è rientrata in porto alle 16.30, ormeggiando all’accosto Sintermar, il 24 sud. I vigili del fuoco hanno poi spento i focolai residui e il carico è stato sbarcato. —

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