Il Tirreno

Livorno

La maxi-caldaia funziona, i duecento residenti: «Abbiamo vinto»

Gianni Tacchi
La maxi-caldaia funziona, i duecento residenti: «Abbiamo vinto»

Livorno, negli alloggi alle Sorgenti i termosifoni sono stati accesi, per alcuni si attende solo che la pressione aumenti

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LIVORNO. «Ora sì, finalmente possiamo tornare a vivere e dormire al caldo». Una liberazione, quella dei quasi duecento residenti negli alloggi popolari di via Perini, cinque condomìni collegati a una maxi-caldaia che era ko dallo scorso marzo ed è stata sostituita a inizio settimana. Per terminare i lavori e accendere i termosifoni nei vari appartamenti, mancava soltanto da installare la valvola deviatrice, ma poi negli ultimi giorni sono subentrati alcuni imprevisti: il titolare dell’azienda di Pistoia che ha vinto l’appalto per l’intervento, Silvano Innocenti, ieri mattina si è presentato alle Sorgenti addirittura alle 6.30, lavorando ininterrottamente per risolvere gli ultimi problemi dell’impianto. E tra le 18 e le 19.30, quando i residenti di via Perini si sono avvicinati ai termosifoni, hanno sentito il calore dopo giorni di freddo, gelo, stufe sempre accese e plaid ovunque. «Finalmente, anche se in diversi appartamenti il riscaldamento non è ancora al massimo», dicono ringraziando il Tirreno «per l’attenzione che poi ha permesso di sbloccare la situazione».

L’ultima odissea

Quella di giovedì 21 novembre è stata comunque un’altra giornata di imprevisti per i tecnici e di attesa per gli inquilini: prima le fogne intasate, con una ditta arrivata tempestivamente per sturare la condotta, poi la bassa pressione del gas sulla rete, un problema che ha allungato i tempi perché nel pomeriggio sono stati costretti a intervenire gli operai di una seconda azienda. Ed è proprio la pressione a non consentire ancora a tutti di avere il riscaldamento al massimo, dettagli che oggi verranno sistemati. «Di sicuro noi abbiamo fatto il massimo», dice Innocenti, il titolare dell’omonima società pistoiese. E infatti i residenti di via Perini l’hanno ringraziato anche ieri, puntando ancora il dito contro Casalp (la società che gestisce il patrimonio di edilizia residenziale pubblica) per il «bando di gara pubblicato in ritardo». «I tempi sono stati lunghi, è vero, ma non è colpa nostra - chiarisce Innocenti - noi siamo stati chiamati una decina di giorni fa e ci siamo attivati subito. Innanzitutto dovevamo sostituire la maxi-caldaia: quella vecchia era fuori uso, così ne abbiamo cercata una nuova nei fornitori della zona, ma purtroppo non era disponibile. D’altronde stiamo parlando di un impianto da 700 kilowatt, mica di una caldaia da appartamento. Alla fine l’abbiamo trovata in Germania, stesso discorso per la canna fumaria e la valvola deviatrice, che siamo andati a prendere a Verona per accelerare i tempi e anticipare il corriere che altrimenti sarebbe arrivato nei prossimi giorni».

Termosifoni accesi

Dopo il collaudo di ieri, la nuova maxi-caldaia resterà accesa 24 ore su 24 per alcuni giorni, in modo tale da arrivare a regime e tenere sotto controllo il funzionamento dell’impianto. «Speriamo bene, con la vecchia maxi-caldaia c’erano guasti ogni anno», sottolineano i residenti di via Perini, una sessantina di famiglie che vivono a poche centinaia di metri dal sottopasso della Cigna. Il riscaldamento è comunque ripartito ieri, quando in realtà molti si erano quasi rassegnati a passare un altro fine settimana con i termosifoni spenti. E ora si apre un altro capitolo, quello delle crepe sui muri soprattutto al civico 2: Casalp è intervenuta mercoledì mattina e a breve dovrebbe esserci un altro controllo sulla stabilità dell’edificio.

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