Gioco
Esuberi all’ex Continental, sciopero di sedici ore
Sedici ore di sciopero, accompagnate da presidi e manifestazioni. Risponderanno con un blocco della produzione di quattro giorni i dipendenti dell’ex Continental all’accelerata che il colosso dell’automotive ha dato al piano di ristrutturazione annunciato a settembre con una previsione di quasi 500 esuberi negli stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado e rilanciato mercoledì scorso con ulteriori 250 esuberi.
GLI ESUBERI
Un totale di 750 lavoratori a rischio (su circa 1. 000) a cui vanno sommati i circa 250 interinali che saranno probabilmente i primi a pagare le conseguenze della crisi del mercato delle auto e della graduale trasformazione della produzione dai motori a scoppio (negli stabilimenti pisani vengono prodotti iniettori per auto a benzina e diesel) a quelli elettrici.
LA PROTESTA
Da oggi e fino a lunedì, i lavoratori incroceranno le braccia per un totale di 16 ore di sciopero che costringeranno ad un blocco della produzione. Per l’intera giornata di oggi, si riuniranno inoltre in presidio davanti allo stabilimento di Fauglia.
Un’iniziativa, decisa da Rsu e sindacati, per inaugurare quella che la Fiom-Cgil definisce una forte azione di mobilitazione che sarà messa in campo dopo il tentativo di dialogo con la multinazionale che aveva portato anche alla presentazione di un piano per la graduale riconversione degli stabilimenti pisani.
IL GOVERNATORE
La Regione, intanto, si dice disponibile a sostenere il piano di transizione. Condividendo le preoccupazioni dei lavoratori, a cui esprime solidarietà e vicinanza, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi chiede ai vertici della multinazionale di convocare un incontro per discutere del piano di transizione, da portare poi all’attenzione del governo. «Per azienda, sindacati e istituzioni – avverte Rossi – è il momento della responsabilità, anche nella prospettiva di un futuro legato alla mobilità sostenibile. Gli stabilimenti Continental presenti in Toscana sono sempre stati un esempio di qualità dell’industria italiana, grazie al legame con le Università, il mondo dei servizi e per l’alto livello di competenze e tecnologie interne. Non siamo disposti a rinunciare a questo patrimonio manifatturiero e ci batteremo assieme ai lavoratori e all’impresa per una riconversione sull’ibrido e l’elettrico. Chiediamo la salvaguardia dei posti di lavoro e certezze per i lavoratori» conclude il presidente sollecitando il ministro per lo sviluppo economico Stefano Patuanelli, che ha istituito un tavolo nazionale per il settore, a seguire anche questa vertenza che per il territorio delle province di Pisa a Livorno rischia di trasformarsi in un dramma. —
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