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«Sua figlia è in pericolo»: falso avvocato la truffa rubandole oro e soldi
Livorno: la settantenne ha consegnato 400 euro e i gioielli al malvivente che si era inventato un incidente stradale
LIVORNO. Ha cercato di impaurirla trasformando la sua forza nel punto più debole: l’amore per la famiglia. «Signora sono un avvocato, sua figlia ha avuto un incidente stradale e servono parecchi soldi per toglierla dai guai. Me li dia, ci penso io». Questo il breve dialogo, seguito dalla consegna di tutto il denaro che la mamma aveva in casa (circa 400 euro) oltre a una collana e un girocollo del valore di qualche migliaio di euro.
Vittima della truffa, purtroppo non la prima in città, una donna livornese di 70 anni. Mercoledì 20 novembre, attorno a mezzogiorno, ha avuto le sole colpe di rispondere al citofono, aprire la porta del suo appartamento di via Adolfo Tommasi e fidarsi di uno sconosciuto che – qualificandosi come legale della figlia e ben vestito – si è mostrato ben informato sul nucleo familiare, rendendosi credibile e convincendo la settantenne a consegnare tutti i risparmi e i gioielli che teneva nascosti.
Si è trattato di un uomo all’apparenza italiano, quasi sicuramente uno specialista del settore. «Ehi, non fare entrare nessuno». A poche ore dall’accaduto gli abitanti del condominio – due piani, con la donna che abita al secondo – c’è ancora molta tensione. «Sa, dopo quello che è successo – confida un’abitante – abbiamo paura. Ora la signora non è in casa, è uscita con la figlia. Non si può stare mai tranquilli. Io so solo che questa persona si è finta avvocato e ha parlato di questo falso incidente mai avvenuto. E lei ci ha creduto».
Appena la vittima si è resa conto del raggiro ha avvertito una vicina, che poco prima aveva pure notato il malvivente, senza però pensare che lo fosse. Immediato l’arrivo di un equipaggio della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidato dal commissario capo Claudio Cappelli, che ha ascoltato la donna e la dirimpettaia. Importante sarà capire se in zona vi siano telecamere (nel palazzo non ve ne sono) che possano aver immortalato il falso avvocato durante il tragitto verso via Adolfo Tommasi o durante la fuga, con ogni probabilità in auto.
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