Gioco
Tre Canti e riconoscenza: «Io e i miei figli ringraziamo la pizza: un lavoro per me e il futuro per loro»
Livorno, il locale di corso Mazzini è una storia di successo: «A 55 anni fui licenziato, ma non ho mai smesso di formarmi e di crederci»
LIVORNO. La storia di Mirco Bibbiani è quella di un padre rimasto senza lavoro. Un babbo che si reinventa a 55 anni. Un esempio di vita che si rimbocca le maniche, mette le mani in pasta, nel vero senso della parola, e investe per dare un nuovo futuro a lui ma soprattutto un orizzonte ai suoi gemelli. Mirco 61 anni, Lorenzo e Giacomo oggi 21 enni: sono le facce, le mani e il sacrificio e i cuori della pizzeria I Tre Canti in corso Mazzini 347.
«Ho sempre insegnato loro - babbo Mirco Bibbiani guarda ai gemelli - che le soddisfazioni arrivano dopo grandi sacrifici e di non mollare mai. Io vedo sempre il bicchiere mezzo pieno». Al mattino babbo e figli preparano gli ingredienti e impastano. Al pomeriggio dalle 17 la pizzeria si prepara (è chiusa il lunedì) alla maratona dei sapori.
«Il sabato in una sola giornata facciamo anche 230 pizze, e poi torta e schiacciatine: lavoriamo tanto e i complimenti dei clienti sono la soddisfazione più grande. Oggi sono molto preparati ed esigenti », continua Mirco Bibbiani che per 35 anni ha lavorato alla Trelleborg e poi, per cause di forza maggiore, ha cambiato vita. Con successo.
Ognuno là dentro ha i suoi compiti. Ma, come dice il detto, l’unione fa la forza. E la famiglia è intercambiabile. «Noi facciamo direttamente le consegne a domicilio: ci andiamo noi perché anche per portare le pizze non ci si può improvvisare - e spiegano - A Livorno siamo stati un po’ i precursori della pizza a domicilio». I segreti non si svelano a cuor leggero. Fare la pizza e un’arte. Soprattutto cotta nel forno a legna. «Abbiamo un sacco di pizze particolari nel menù, tipo quella bianca con salsiccia e friarelli - e aggiunge Lorenzo Bibbiani - Oggi vanno molto le pizze Tricolore, con le burrate, soprattutto al tartufo». E per fare una buona pizza il segreto sta nella lievitazione e nell’utilizzo di ingredienti di qualità. Pomodoro in primis. «E poi la cottura è fondamentale: col forno a legna è importante anche la scelta del materiale che si mette in forno. Diciamo che qua da noi si fa la storica pizza livornese».
Insieme alla famiglia Bibbiani ci sono anche Gony Kola e le cameriere Lorena Corallo e Wilma Kola nel weekend. È una squadra. Si lavora come in una famiglia. Ed è un piacere per babbo Mirco veder trottare i figli. «Oggi vedere ragazzi così giovani che si dedicano così tanto e con sacrificio al lavoro non è così frequente: io da subito ho chiesto loro se se la sentivano, mi hanno detto “sì” e li ho messi dentro la società». «A distanza di anni - racconta Giacomo - ringraziamo nostro padre per aver fatto la scelta giusta». Anni fa, col primo stipendio vero, Giacomo Bibbiani si è comprato l’adorata moto. Il fratello l’auto. Prosegue Lorenzo: «Lavorare qui è un grande sacrificio ma i complimenti dei clienti sono la più grande soddisfazione: non ci sono domeniche, feste, niente ma stiamo facendo una cosa per noi e il nostro futuro». La famiglia Bibbiani guarda alla sua attività e al futuro con due parole chiave: formazione e investimenti.
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