Sicurezza
Il Comune replica alle critiche «Più qualità nella differenziata»
Salvetti, Cepparello e Aamps sono convinti che permettere ai residenti del centro di usare tutti i giorni i cassonetti con ma tessera migliorerà i comportamenti
LIVORNO. «Non possiamo far finta di niente: l’attuale sistema di gestione dei rifiuti a Livorno, ereditato dalla precedente amministrazione, ha molte cose che non vanno. Molti cittadini non sono soddisfatti, molti non hanno capito perché ogni giorno debbano durare fatica a differenziare, molti ancora semplicemente non differenziano. Secondo noi sono mancati la sensibilizzazione e l’ascolto, il dialogo serrato tra amministrazione e cittadini. Il risultato è questo: la differenziata va benissimo in termini quantitativi, ma non in termini qualitativi. Sulla carta la percentuale è alta, ma se si vanno ad esaminare le frazioni, si scopre che sono molto impure». Così il sindaco Luca Salvetti, interviene nel dibattito sul conferimento e sula raccolta di rifiuti che si è riaperto in città.
Già, perché la recente decisione riguardante i cassonetti con tessera è stata accolta con soddisfazione dagli abitanti del centro, un po’ meno dagli altri livornesi, in particolare gli abitanti della Venezia, che si sentono discriminati. I cassonetti con tessera hanno creato tantissimi problemi, fin dall’inizio, trasformandosi spesso in piccole discariche a cielo aperto, cosa del resto ampiamente prevedibile - afferma l’assessora Giovanna Cepparello - Abbiamo cercato di esaminare a fondo la situazione, e abbiamo scoperto che dentro ai cassonetti, ad oggi, c’è di tutto, e tutto mescolato. Altro che differenziata! Molti cassonetti sono stati rotti, e vengono usati da tutti indiscriminatamente per tutto. Ma anche quelli funzionanti vengono utilizzati molto spesso in modo improprio: molte persone, infatti, scendono con il sacchetto dell’immondizia e lo buttano semplicemente nel cassonetto che la loro tessera consente di aprire, indipendentemente dal calendario, con il risultato di vanificare gli sforzi dei cittadini che seguono le regole e di ridurre drasticamente i margini di ricavo per Aamps. In altri casi, visto che il cassonetto ha sempre invogliato questo tipo di comportamento, i cittadini abbandonano il sacco in terra. A quel punto, si sa, sacco chiama sacco, e tutti si sentono liberi di lasciare la loro immondizia. Ma non è finita. I sacchi abbandonati vengono aperti dai gabbiani, attirano i ratti, e costringono gli operatori di AVR, che per contratto dovrebbero spazzare le strade, a dedicare buona parte del loro tempo a riassettare i cassonetti. Insomma, un vero disastro. Ecco perché abbiamo deciso di cambiare strada». Su una cosa Cepparello ha probabilmente ragione: la scelta di posizionare in centro i cassonetti da parte della precedente amministrazione non è stata delle migliore, tanto che già all’epoca aveva fatto discutere. La decisione dell’attuale giunta, però, di togliere un calendario di conferimento e permettere così a i cittadini muniti di tessera di mettere i rifiuti (differenziati)quando vogliono, pare andare decisamente contro una politica ambientale.
Non si capisce infatti come il conferimento dei rifiuti tutti i giorni possa determinare automaticamente un miglioramento della differenziata. Eppure l’amministratore unico di Aamps, Raphael Rossi ne è convinto. «Da ora in avanti - spiega - tutti i cittadini con tessera potranno conferire in ogni momento nel cassonetto giusto (finora si poteva conferire nel cassonetto giusto ma a giorni prestabiliti, ndr). Ci aspettiamo di conseguenza un netto miglioramento delle frazioni all’interno dei cassonetti, e un calo degli abbandoni dei sacchetti, anche perché, parallelamente, rafforzeremo i controlli e le sanzioni. Il tutto verrà ovviamente monitorato con grande attenzione, in modo da poter rivalutare la situazione tra qualche mese. Continueremo così, quartiere per quartiere, ad analizzare e a tentare di risolvere le situazioni più critiche». Vedremo se le cose andranno nel senso indicato da Aamps e amministrazione. Anzi, lo speriamo. E se questo provvedimento dovesse funzionare, potrebbe essere esteso alle altre realtà cittadine in modo da evitare discriminazioni tra contribuenti.
«Due mesi fa - ricorda il Sindaco - eravamo a Magrignano, dove il porta a porta è appena iniziato, e a breve organizzeremo un’assemblea in Venezia, dove il pap crea vari problemi, e dove la qualità della raccolta è tra le peggiori. Occorrerà partire dai problemi che i cittadini incontrano, a cominciare dall’orario della raccolta, e ricostruire fiducia e volontà di fare la propria parte. Ricordando sempre una cosa: quando si migliora un quartiere, si fa qualcosa per l’intera città». —
A.G.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
