LIVORNO. Paura sull'Eurocargo Trieste, una nave merci della compagnia Grimaldi che era appena partita da Livorno per Savona. L'incendio è scoppiato in sala macchine, attorno alle 2,30 della notte fra mercoledì 20 e giovedì 21 novembre, a circa quattro miglia dal porto labronico. Venticinque i membri dell'equipaggio, nessuno è rimasto ferito.
ll cargo era partito da Livorno all'1.30 per l'approdo ligure di Savona, quando a circa quattro miglia dal porto è divampato l'incendio che ha impedito alla nave di proseguire la navigazione, provocando un blackout degli impianti. Dall'Eurocargo è partito l'allarme alla capitaneria di porto e l'equipaggio è stato raggiunto subito dai mezzi di soccorso e trainata da quattro rimorchiatori Neri, con l'intervento dei piloti, dei vigili del fuoco (da via Campania e dal distaccamento portuale con i sommozzatori e la squadra nautica) e dei mezzi della guardia costiera. Fondamentale anche il supporto per la sicurezza fornito dall'Avvisatore per il traffico marittimo, che è stato subito bloccato. Le navi sono potute rientrare in porto e riapertura dopo poco più di un'ora, già in mattinata, alle 7.15.
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IL RESOCONTO DEI VIGILI DEL FUOCO
"L'incendio a bordo - spiegano dal comando di via Campania - è stato affrontato da due squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale, con l'ausilio della squadra navale del distaccamento porto e di quella dei sommozzatori. I rimorchiatori hanno provveduto a raffreddare la murata della nave in corrispondenza della sala macchine con i cannoni in dotazione. Nel primo pomeriggio, avuta la conferma dalle misurazioni effettuate con termocamera all'infrarosso che la temperatura nel locale era scesa sotto i 50 gradi,, una squadra ha fatto accesso all'interno della sala macchine, provvedendo a estinguere i focolai residui. Una volta messi in sicurezza i locali la nave è stata rimorchiata all'accosto 24 del porto, nei prezzi del piazzale Sintermar, dove si trova per le verifiche da parte dell'autorità marittima".
PARLA IL CONTRAMMIRAGLIO GIUSEPPE TARZIA
A fine giornata il contrammiraglio Giuseppe Tarzia, a capo della direzione marittima di Livorno, ha fatto il punto della situazione. "Abbiamo ritenuto di lasciare la nave fuori dal porto - ha spiegato - e i fatti nel tempo ci hanno dato ragione, perché un altro principio di incendio, seppur minore, si è sviluppato nei pressi nel generatore di emergenza. Queste condizioni riprodotte in porto avrebbero potuto determinare un rischio per gli operatori e per la nave, nonché rendere complicato portarla di nuovo fuori. Una decisione, presa d’intesa col comandante dei vigili del fuoco, che si è rivelata corretta, dato che condizioni meteo permettevano di operare fuori dal porto. Nel primo pomeriggio abbiamo completato le operazioni senza danni per le persone e per l’ambiente. A bordo c'erano 274 semirimorchi, di cui alcuni con merce classificata come pericolosa, esempio batterie con sostanze corrosive ad esempio. Accerteremo le circostanze. Le cause? Il principio di incendio si è determinato sul motore principale di dritta e i nostri ispettori stanno verificando le cause. Sono entrati in sala macchine, altrimenti la nave non poteva entrare in porto.