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preoccupazione a fauglia 

Da 500 a 750, crescono gli esuberi di Continental

Pietro Barghigiani
Da 500 a 750, crescono gli esuberi di Continental

I sindacati hanno chiesto per stamani un incontro alla direzione. La Fiom Cgil: «Prepariamoci a iniziative pesanti»

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Se l’annuncio di fine settembre in cui venivano annunciati 500 esuberi era stato un colpo da far perdere l’equilibrio, la notizia che i dipendenti da mandare a casa nel giro di un mese e mezzo sono diventati 750 euro è una mazzata con effetti da ko.

La comunicazione che ha sorpreso personale e sindacati è stata formalizzata ieri dal consiglio di amministrazione dell’ex Continental, ora Vitesco, multinazionale con base ad Hannover e sedi storiche a Fauglia e San Piero a Grado.

La prima reazione sindacale è stata quella di chiedere per la tarda mattinata di oggi un incontro con la direzione aziendale anticipato alle 9 dalla convocazione della Rsu aziendale. Il piano di ristrutturazione prevede un forte incremento degli esuberi nel periodo 2023-2028.

Marco Comparini, segretario provinciale della Fiom -Cgil, ha appreso con stupore la decisione della multinazionale di accelerare una cura dimagrante che nei due impianti andrà a incidere su un organico complessivo di 750 dipendenti.

«Se davvero le cose stanno come sono state diffuse la situazione è grave – esordisce il sindacalista –. Il lavoro non manca. Anzi, la prospettiva è di incrementarlo anche per la chiusura di uno stabilimento negli Usa e l’eventualità di spostare sulla provincia pisana la produzione di iniettori. L’azienda ha una forte necessità di produzione. Negli incontri passati lo abbiamo detto con chiarezza: siamo disposti a lavorare e tanto per i prossimi tre-quattro anni a parto che ci siano fornite delle prospettive. Invece, la proprietà aumenta gli esuberi e anticipa il piano di ristrutturazione. Non funziona così».

Il sindacalista Fiom include anche gli interinali nell’elenco di chi, e lo saranno per primi, subirà le conseguenze dei tagli.

«Parliamo di 250 persone che lavorano con contratti di somministrazione» sottolinea Comparini.

Un conto elementare e doloroso: 250 interinali a cui verrebbero sommati 750 dipendenti. Una vertenza da mille esuberi quella che il personale ex Continental si appresta a vivere sulle barricate.

«Siamo dell’idea che a Pisa non solo non si deve tagliare, ma è necessario investire – prosegue il sindacalista –. Pensiamo all’università, al centro ricerca, alle professionalità consolidate negli anni. Accettiamo la sfida della diversificazione. Non più iniettori per motori diesel, ma altro. Non è un problema».

E ancora: «Con l’azienda ci eravamo lasciati a fine settembre senza avere il sentore di quello che oggi (ieri, ndr) ha l’effetto di una bomba. Se questa è la posizione della multinazionale prepariamoci a iniziative molto pesanti che non hanno mai visto prima in queste fabbriche». Dopo l’incontro in tarda mattinata con i vertici aziendali, nel pomeriggio ci sarà l’assemblea dei lavoratori. —



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