Gioco
Da Venezia la protesta: «Vogliamo orari diversi per la raccolta rifiuti»
Sul porta a porta il comitato del quartiere chiede la realizzazione di una stazione ecologica e un ecobus
Dal quartiere Venezia arriva una protesta per le novità in arrivo sui cassonetti. Dal primo dicembre, per gli abitanti del centro (oltre 28mila persone), le aperture dei cassonetti elettronici, adibiti alla raccolta differenziata, saranno illimitate. La comunicazione, che l’assessora all’ambiente Giovanna Cepparello e l’amministratore unico di Aamps, Raphael Rossi, hanno presentato nei giorni scorsi, non è passata senza lasciare alcun strascico. Specialmente, appunto, tra i residenti del quartiere Venezia, che attraverso Giulia Gambacciani, presidente del comitato ‘Vivi la Venezia’ (un gruppo costituitosi nel 2018) hanno deciso di far sentire la loro voce. «Ci preme evidenziare - spiega Gambacciani - che non ne facciamo una questione di discriminazione, né di invidia verso il Pentagono o il centro allargato. E non ci piace riprendere neppure la questione cittadini di serie B, creando polemiche». La vicenda si sviluppa da un peccato originale. «L’ errore iniziale è stato commesso nel preciso momento in cui si estese il porta a porta in tutti i quartieri - spiega Gambacciani - nel centro furono compresi anche Magenta, Pontino, San Marco e Garibaldi. Mentre fu stata lasciata fuori la Venezia. Quella la considerammo ‘discriminazione’». Nel quartiere la raccolta differenziata è presente fin dal 2013. «In effetti siamo stati i primi a sperimentarla - va avanti - E i residenti ne furono entusiasti, arrivando a risultati eccellenti». Ma col passare degli anni, le cose sono cambiate. «Quando ti accorgi che la estendono, adeguandola perfettamente alle esigenze di ogni quartiere, attraverso lo studio delle strade, dei negozi , dei ristoranti - va avanti Gambacciani - e, in Venezia, a suo tempo non venne fatto niente del genere (non si tenne conto delle strade strette, delle case che non hanno cortili o terrazze, dei tantissimi ristoranti, del turismo, della Movida), insomma, allora un po’ di rabbia ti sale». Un attento lavoro che il comitato stesso ha pensato di realizzare. «Abbiamo mappato il nostro territorio, rilevato problematiche, e steso delle relazioni, sia in forma lunga, che breve».
Poi lo sconforto delle ultime ore: « Quando hanno fatto la presentazione del cambiamento per centro e Pentagono, secondo noi avrebbero dovuto delineare bene anche quello che pensano di fare per gli altri quartieri: dire chiaramente che, entro un certo periodo di tempo, sarebbero intervenuti; aggiungendo magari due parole in più per la situazione della Venezia. Invece ad una precisa domanda sul porta a porta spinto, la risposta è stata: chi lo ha , se lo tiene. Uno si aspetta una parola di speranza, invece…». Al momento, i disagi non si contano: «Il conferimento dei rifiuti è previsto alle sei di mattina, ma da mezzanotte possiamo cominciare ad esporli - dice Gambacciani - Gli anziani però a quell’ora hanno problemi, e se ne occupano i figli, in orari non consoni. Pertanto è usuale vedere già alle 20, parecchi bidoncini per strada». E aggiunge: «Inoltre la mattina, il ritiro, deve essere entro le 10: ma capita sovente che alle 11, i rifiuti siano sempre tutti lì. Il calendario va bene, non chiediamo maggior numero di ritiri, sappiamo che andrebbe ad incidere troppo sui costi. E non vogliamo assolutamente i cassonetti con la tessera». Quali potrebbero essere dunque le soluzioni ? La presidente è chiarissima: «Il cambiamento di orario in primis; almeno una piccola stazione ecologica per tutti i tipi di rifiuto, a tessera o telecamera. E l’ecobus che arriverebbe sostando in tre punti ben delineati».
I tempi sono stretti. “Noi chiediamo un appuntamento al più presto. Entro l’anno vorremmo aver definito la situazione, almeno in accordi. La gente è esasperata, stufa di riunioni o mediazioni». —
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