Gioco
Alessio Bianchi, il pizzaiolo del sorriso «Così si lavora e si mangia meglio»
Livorno, Da dipendente a imprenditore, la storia di AlePizza nel cuore della Venezia: «Ecco i miei segreti»
LIVORNO. Sorridi, che la pizza è più buona. È una filosofia di vita e di lavoro che Alessio Bianchi racconta nel suo locale pieno di “smile” gialli e soprattutto nel tatuaggio che con fierezza porta dietro al collo.
Trentotto anni, sei anni fa il grande salto da dipendente a imprenditore nel cuore della Venezia, lui per centinaia di livornesi è AlePizza. Lo è anche per sua figlia di 4 anni che, simpaticamente, lo chiama così. «La difficoltà più grande nel passare da dipendente a imprenditore non è il lavoro, bensì l’avere a che fare con banche, commercialisti e debiti, ma la soddisfazione più grande è quella di avere clienti che mi hanno seguito negli anni e che non mi abbandonano più», è orgoglioso di quello che ha costruito Bianchi che dal suo locale in viale Caprera guarda alla mostra di Modigliani. «Ho iniziato a fare il pizzaiolo quando avevo 15 anni e frequentavo la scuola Alberghiera: ringrazio il maestro pizzaiolo che avevo all’Elba quando a quell’età feci la prima stagione. Poi a Livorno da dipendente ho lavorato alle pizzerie prima il Ventaglio e poi Sighieri». Centocinquanta pizze sfornate per esempio il sabato sera - rigorosamente cotta al mattone - , 5 dipendenti, 8 fattorini che portano le sue bontà a domicilio: il profumo di pizza, torta, schiacciatine, calzoni si sente bene anche da fuori. E si diffonde nel quartiere dei canali.
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Bianchi vuole lo scettro di “Viva la Pizza”, il gioco organizzato da l giornaleTirreno e Cna. E chiede il sostegno dei tanti fedelissimi. «Metteremo una scatola rigorosamente “Smile” per raccogliere i tagliandi per sostenerci: crediamo nella qualità dei nostri prodotti - e aggiunge- Ci tengo a sottolineare che la filosofia del nostro locale è quella del sorriso e del buonumore. Così si lavora meglio e si trasmettono sentimenti positivi ai clienti: noi siamo aperti tutti i giorni dalle 18».
Da AlePizza questo è il segreto del successo. Insieme ad importanti pilastri nella lavorazione dell’ impasto e nell’uso degli ingredienti.
«Il nostro impasto ha 72 ore di lievitazione: è il segreto per una pizza croccante, digeribile, gustosa». Della serie, per preparare l’impasto non ci vuole fretta. «Assolutamente una cosa da non fare è quella di preparare un impasto alle 16 per mangiare alle 19». Di primaria importanza anche la scelta del pomodoro: «Si deve fare uso di un pomodoro di qualità, poi deve essere condito con sale, poco olio e basilico fresco - spiega - E poi tutti gli ingredienti utilizzati devono essere di primissima scelta».
Il pezzo forte. Quella pizza Tricolore che impazza. Gli ingredienti sono burrata, pomodoro e basilico. E poi c’è quel menu con oltre 80 pizze (per non parlare della varietà delle schiacciatine e dei calzoni) e la bella trovata di Bianchi di inserire anche quelle inventate da dipendenti e clienti. Un esempio? C’è la AlePizza con cotto, zucchine e scamorza; la Dida (l’ha inventata la sorella dipendente Linda Bianchi); la Monone (l’ha creata l’amico Simone) con melanzane e salsiccia. Bianchi guarda al futuro: «Vorrei crescere ancora». —
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