Gioco
Quota 100 e reddito di cittadinanza: Livorno record in tutta la Toscana
Boom di domande per sostegni economici e uscite anticipate Il direttore dell’Inps: «Qui la crisi ha colpito più che altrove»
Sono 3.866 le famiglie di Livorno e provincia che attualmente stanno ricevendo un sostegno economico attraverso il reddito di cittadinanza: 8.745 le persone coinvolte, 453 euro l’importo medio mensile.
Lo rivela l’Inps nell’ultimo report nazionale, con numeri e dati aggiornati allo scorso 8 ottobre.
Considerando anche la pensione di cittadinanza (725 nuclei, 810 cittadini e 195 euro la media del contributo al mese), il totale sale a 4.591 famiglie, 9.555 persone e 410 euro di “assegno” medio mensile.
E bisogna aggiungere anche i 220 sostegni economici decaduti negli ultimi mesi tra reddito e pensione di cittadinanza, con il totale delle domande accolte che sfiora dunque quota 5mila (4.811 per la precisione).
affitti e bollette
«Sono numeri davvero importanti - dice Lucia Terrosi, responsabile della direzione provinciale Inps di Livorno - si tratta di contributi economici indispensabili per tantissime famiglie, è un aiuto fondamentale per pagare l’affitto, le bollette, anche per fare la spesa».
assalto agli sportelli
«I livornesi - continua Terrosi - non si sono fatti trovare impreparati e fin dal 6 marzo di quest'anno, primo giorno utile per fare domanda, hanno preso d’assalto i nostri sportelli come quelli delle Poste italiane e dei Caf. Noi forniamo informazioni ogni giorno tra sportelli veloci, appuntamenti e consulenze: per il momento non si sono registrate particolari criticità».
2505 richieste respinte
Tra reddito e pensione di cittadinanza ci sono state anche 2.505 richieste respinte, oltre alle 499 in lavorazione per un totale di 7.815 domande presentate complessivamente dall’entrata in vigore di queste misure di politica economica, quasi il 12% dell'intera Toscana (67.154).
primi in toscana
Con questi numeri Livorno è addirittura terza a livello regionale, dietro solo a Firenze (14.958) e Pisa (8.070), come numero di domande assolute. Siamo primi invece in relazione alla popolazione: una domanda ogni 43 livornesi, una ogni 52 pisani e una ogni 66 fiorentini. Non c’è da stupirsi: il dato conferma semplicemente la tendenza degli ultimi anni tra crisi, disoccupazione e poche opportunità lavorative.
la crisi sulla città
«Esatto, è proprio così - aggiunge Terrosi - il territorio livornese è stato colpito profondamente dalla recente crisi economica e anche questi numeri lo dimostrano. Qui la card gialla, la carta su cui viene caricato il reddito di cittadinanza, ha incontrato condizioni di fragilità a livello economico: purtroppo in questi mesi è stata al centro del nostro lavoro». E c’è anche un altro numero a testimoniare le difficoltà di tantissimi livornesi.
«Pensate che nel 2018 abbiamo liquidato circa 8.500 Naspi, un dato non indifferente. D’altronde il territorio livornese, in particolare la provincia a sud, soprattutto d’estate vive di lavori stagionali, con la conseguenza di un boom di richieste per l’indennità di disoccupazione».
i re di QUOTA 100
Per quanto riguarda invece Quota 100, sono 1.164 i cittadini di Livorno e provincia che - dal via libera governativo fino al 30 settembre - hanno fatto domanda per il pensionamento anticipato.
In questo caso Livorno è al quarto posto in Toscana, alle spalle di Firenze (3.323), Lucca (1.343) e Pisa (1.330), anche qui come numero assoluto. Mentre in coda c’è Siena con 714 domande. Ma anche qui, in rapporto al numero degli abitanti siamo primi con una domanda di pensione anticipata ogni 290 livornesi (a Pisa una ogni 315 abitanti).
«Questa è un’altra misura che ha trovato grande adesione su tutto il territorio livornese - interviene ancora la direttrice provinciale dell’Istituto nazionale della previdenza sociale - la maggior parte di queste pensioni è a gestione pubblica, il resto riguarda invece il settore privato.
Per ora, tra Livorno e provincia, l’introduzione di Quota 100 ha portato un 17% in più delle pensioni ordinarie liquidate nel corso del 2018 (6.219, ndr): per molti è stata una vera e propria boccata d'ossigeno, in questo modo sono state superate le vecchie norme sulle uscite pensionistiche e si sono aperte nuove finestre». E oltre mille livornesi le hanno sfruttate. —
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