Il Tirreno

Livorno

Rossi accusa: dalla Regione 700 milioni su Livorno, dal governo invece solo 50

Nicolò Cecioni
Rossi accusa: dalla Regione 700 milioni su Livorno, dal governo invece solo 50

Anche il sindaco Salvetti all’attacco: «A fine mese  incontrerò a Roma la ministra Paola De Micheli per parlare di Darsena Europa»

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LIvorno. La crescita del nostro territorio è legata allo sviluppo delle infrastrutture: lo dicono i risultati del “tavolo di lavoro” emersi nell’incontro “Sì, Livorno va avanti” che ha visto protagonisti, il presidente della Regione Enrico Rossi, il sindaco Luca Salvetti e il presidente della Camera di Commercio Riccardo Breda.

Tutti e tre hanno chiesto al governo un'attenzione maggiore verso il nostro territorio: a cominciare dal governatore Rossi, che ha ribadito come «in questi anni da Firenze sull'area costiera sono arrivati 700 milioni di euro mentre da Roma solo 50. Questo territorio è lasciato particolarmente solo. E parlo soprattutto dei porti di Livorno e Piombino. Andatelo a chiedere al presidente del Veneto di mettere i soldi della sua regione per sviluppare il porto di Venezia. Lì i finanziamenti arrivano da Roma. Qui no, abbiamo dovuto fare tutto da soli: non hanno neanche avuto interesse a realizzare una strada che colleghi la costa alle reti principali».

Quanto alle infrastrutture, Rossi ha invitato i comuni, il governo e Autostrade per l'Italia a mettersi al tavolo con la Regione: «Dopo il susseguirsi di varie idee, anche molto differenti, siamo ancora fermi ai soli 2 chilometri e mezzo di autostrada e al momento Livorno e Piombino sono unite da una strada che non c'è. Sembra sia tornato in ballo il vecchio progetto di Vannino Chiti del ’99, con l'investimento di un miliardo di euro per ammodernare la variante Aurelia. La proposta mi convinse già 20 anni fa, ma servono interventi rapidi. Ci vogliono 4 corsie larghe e svincoli messi in sicurezza».

Occhi puntati da parte di Rossi anche sull'interporto di Guasticce: preferisce definirlo retro-porto. «Grazie allo scavalco metterà in contatto il porto con tutta l'Italia e i traffici europei. Rfi deve giocare un ruolo importante in questa partita. Ma per far sì che l'interporto funzioni, serve un porto moderno».

L’idea del sindaco Salvetti parte da un aspetto: «Dobbiamo ripartire dal confronto con il governo». E aggiunge: «Per questo il 4 dicembre saremo presenti al Comitato esecutivo sull'accordo di programma. Lì capiremo come poter sfruttare al meglio i 10 milioni di euro che devono essere sbloccati per il nostro territorio. Prima ancora, il 28 o 29 novembre, incontrerò il ministro Paola De Micheli per affrontare la questione della Darsena Europa. Mi auguro che a breve si possa partire con i lavori».

Livorno non può prescindere dal suo porto, ha tenuto a ribadire: «Basta con i ricorsi al Tar. Bisogna costruire un dialogo diverso, costruttivo, dove gli interessi dei singoli soggetti si sposino con quello generale del porto e della città». Salvetti ha annunciato che giovedì l'assessora Barbara Bonciani sarà a Cadice a «presentare il nostro porto e per dire che Livorno c'è».

A fare gli onori di casa era stato Riccardo Breda, numero uno dell’ente camerale «La politica – ha detto – si faccia carico delle richieste degli investitori, dei lavoratori, delle associazioni di categoria e dei sindacati. Il corridoio tirrenico è fondamentale per lo sviluppo di questo territorio ed è la priorità assoluta. Così come lo è la Darsena Europa. Chi è sopravvissuto alla crisi dev'essere aiutato e sostenuto, puntando sulla formazione dei giovani e sulle tante competenze che questa terra ha». —

Nicolò Cecioni

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