Il Tirreno

Livorno

Guasto in stazione Valanga di ritardi e 9 treni soppressi «Addio viaggio...»

Stefano Taglione
Guasto in stazione Valanga di ritardi e 9 treni soppressi «Addio viaggio...»

Rete in tilt dopo l’una, altri 12 regionali vanno a singhiozzo Un passeggero: «Sono stato costretto a restare a Livorno»

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Nove treni regionali cancellati e 12 in ritardo fino a un’ora. Pomeriggio terribile quello di ieri per i pendolari livornesi a causa di un guasto agli impianti di circolazione della stazione ferroviaria. Il blackout è avvenuto poco prima delle 13, con i tecnici di Rfi che sono riusciti a trovare una soluzione definitiva dopo oltre un’ora, attorno alle 14.15, quando la situazione è tornata gradualmente alla normalità.

I ritardi purtroppo sono proseguiti a cascata fino al tardo pomeriggio, con numerose cancellazioni da e per Firenze e verso Roma. Anche chi doveva andare anche a Pisa o Grosseto, quindi, è rimasto al palo. Una scelta obbligata – quella di Trenitalia nel sopprimere alcuni convogli – per far sì che almeno nel pomeriggio inoltrato i regionali in partenza da Livorno si trovassero pronti sui binari per iniziare regolarmente i viaggi programmati e non, invece, in un punto imprecisato della linea lontano sia dalla partenza che dalla destinazione finale.

I problemi hanno coinvolto anche gli Intercity per Roma e Milano e i Frecciabianca, con i macchinisti che hanno dovuto attendere lo sblocco degli scambi della linea lontano da Livorno, in stretto contatto con il personale di movimento di stanza nella sala operativa di Pisa, da cui dipende la linea Tirrenica da La Spezia alle porte di Roma.

Numerosi i passeggeri colpiti dai disagi: chi ne ha fatto richiesta dopo è stato immediatamente rimborsato di quanto speso direttamente in biglietteria. Un centinaio – secondo alcuni testimoni – coloro che avevano atteso invano in stazione. Decidendo di non partire. Fra loro Jacopo Lombardi, 22 anni, che doveva andare a seguire una lezione a Firenze. In attesa del regionale delle 13.12 per Rifredi, sarebbe dovuto salire sulla coincidenza verso Montevarchi, scendendo a Campo di Marte. Ma su quel serpentone bianco e verde lui non ha mai preso posto. Dopo ora, quel viaggio, era diventato inutile. «Ho preferito rimanere a Livorno – dice – saltando la lezione. All’inizio il ritardo annunciato era di appena 20 minuti, quindi ho timbrato il biglietto prevedendo di partire, seppur verso l’una e mezza. Poi ho rinunciato. Ora vado in stazione, spero che mi concedano il rimborso nonostante il tagliando convalidato…». L’indennizzo, per fortuna, è poi arrivato senza problemi. Solo un po’ di coda alla biglietteria, viste le tante e comprensibili richieste dei viaggiatori inferociti.

Numerose le persone che hanno scritto sulla pagina Facebook del Tirreno lamentando i disservizi. «Sono ferma a Quercianella, mi dite cosa sta succedendo?». «Mio figlio tornava da scuola, da Pisa a Livorno, ed è arrivato a casa un’ora e mezza dopo», racconta Walter Lombardini. «Il mio è rimasto un’ora fermo alla stazione e alla fine non ha potuto nemmeno prenderlo», gli fa eco Simona Soli. Per chi era diretto a Firenze, dopo il danno, anche la beffa. Lungo il percorso – fra le stazioni di Pontedera e San Romano, sulla Pisa-Firenze – alcune persone sono state avvistate dai macchinisti mentre camminavano sui binari.

Motivo per il quale è subito scattata la segnalazione alla sala operativa e alla polizia ferroviaria, che ha verificato la situazione e nel frattempo obbligato i responsabili dei convogli a procedere a passo d’uomo. Per questo si sono registrati altri ritardi, più o meno di mezz’ora. Un viaggio infinito, durato ore, nel centinaio di chilometri che separano il mare dal capoluogo toscano. —

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