Toscana
Tremila visitatori in quattro giorni per la mostra di Modigliani
Livorno, solo domenica 10 novembre staccati mille tagliandi. Per molti i dipinti di Dedo sono «pochi ma strepitosi»
LIVORNO. I numeri sono alti: un migliaio tra giovedì 7 novembre e venerdì 8. Altrettanti sabato. Ed intorno ai 1500 nella giornata di domenica con chiusura alle 23. Ben oltre tremila, dunque in totale, per il debutto della mostra “Modigliani, e l’avventura di Montparnasse. E, a giudicare dagli accenti dei visitatori, la maggior parte delle persone è arrivata da fuori. Tra questi c’è il pratese Luca Nucci: «Ero qui a pranzo e ho deciso di approfittare per fare un giro al museo. Le opere sono molto belle, i ritratti davvero esaltanti; alcune cose le avevo già viste, ma ne vale sempre la pena. Ho apprezzato anche il resto dell’esposizione, quella dedicata agli altri artisti; alcuni li conoscevo, altri no». Felicissimo anche Tinto Vitta che arriva dal Chianti: «Una situazione accogliente, garbata, con tanti giovani simpatici che lavorano al suo interno - spiega - La mostra mi interessava particolarmente, per Modigliani e il suo mondo ebraico, essendo io nato a Gerusalemme. Non sapevo della triste vicenda della compagna Jeanne che si suicidò subito dopo la morte dekll’artista livornse».
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Molto critico invece è Luigi Barria che vive a Firenze: «Sono veramente deluso perché è stata propagandata come celebrazione di una città al suo genio della pittura, Modigliani, e poi di lui c’è pochissimo. Non c’è una scultura, un nudo; che per la sua opera sono fondamentali. E’ stata fatta un’operazione a risparmio, Livorno meritava di più». Meno critica la sarda Elisabetta Canepa: «A me è piaciuta molto, di alto livello. Speravo qualcosa di più rappresentativo per Modì. Comunque ho fatto bene a fare il viaggio; i quadri che ho visto mi hanno riempito il cuore». «Ben esposta - sottolinea la marchigiana Patrizia Silenzi - tante opere di pittori legati a Modigliani, interessanti per collocare l’artista nel suo contesto storico. Un’ora abbondante, con soste lunghe di fronte ai pochi ma strepitosi dipinti di Dedo».
Daniela Cresci, spezzina, è soddisfatta a metà: «Mi aspettavo più Modigliani. Dei suoi pezzi mi hanno colpito i particolari degli occhi; c’era la folla e non mi sono potuta fermare più di tanto. Intrigante l’uso del colore, anche se l’illuminazione lascia a desiderare». Da Colle Valdelsa Lisa Porcini: «Interessante per me che non sono esperta d’arte. Pochi i Modigliani, ma belli. Merita fare la strada per ammirarla». Assieme a lei Francesco Ragazzo: «I quadri di Amedeo sono meravigliosi, meritano di essere visti dal vivo, assolutamente. Quello della “Bambina in blu” poi ti tiene senza parole. Mi piacerebbe averlo a casa ( e sorride) . Peccato che con l’affollamento occorra farsi spazio per vederli bene».
Ci sono poi alcuni volti noti, come Paolo Migone, il regista televisivo Fabio Tagliavia ed Eleonora Zacchi, attrice livornese, che abbandona la mostra accompagnata da un grande sorriso: «Suggestiva. E’ bello vedere un’artista che nasce a Livorno, tornare dopo tanti, troppi anni di assenza. Ci si immerge in una storia di colori e di immagini. Modigliani trasmette moltissimo, coi suoi lavori: figure con occhi singolari, vuoti ma nello stesso tempo ricchi di sensazioni».
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