Il Tirreno

Livorno

«Bagnoni non lascerà Livorno e i cardiologi della fondazione Monasterio visiteranno qui»

Giulio Corsi

Dopo le parole dell’assessore Saccardi il direttore generale dell’Asl difende l’ospedale: «Professionisti di alto livello, non è una sanità di serie B»  

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INTERVISTA

Giulio Corsi

Letizia Casani, direttore generale dell’Asl: era proprio necessario stanziare 2 milioni e mezzo di euro per sostituire le finestre dei corridoi dell’ospedale, visto che tra pochi anni dovrebbe nascere l’ospedale nuovo?

«Guardi, sono lavori che avrei fatto anche a casa mia. È mai passato da quei camminamenti quando piove? Ci sono i secchi qua e là. Purtroppo mentre si costruisce il nuovo, le manutenzioni sono necessarie».

Ma ci sono vari tipi di manutenzioni e il corridoio non è la camera di un reparto: rifarete oltre mille ante...

«Ma i malati tra un padiglione e l'altro ci passano. E comunque da ora a quando l'ospedale nuovo sarà operativo quei costi saranno ammortizzati, anche contabilmente».

Vuol dire che avremo l’ospedale tra una vita?

«I tempi sono quelli del cronoprogramma, il completamento è previsto in diversi anni, lo sapete. Poi ancora non abbiamo iniziato...».

Appunto: quando arriva questa firma per l’accordo di programma?

«Non lo deve chiedere a me».

Devo chiederlo all’assessore Saccardi?

«L’atto lo firma la Regione, poi il Comune e poi l’Asl».

A proposito della Saccardi, cosa ha pensato domenica quando ha letto le sue dichiarazioni sul Tirreno in cui l’assessore parlava di una sanità toscana a due velocità con l’area dell’Asl Toscana Nord Ovest decisamente indietro rispetto alle altre aree?

«Io mi attengo ai dati, gli andamenti delle nostre liste di attesa dicono che sulla diagnostica per immagini abbiamo fatto grandi passi avanti, mentre sulle visite ambulatoriali dobbiamo migliorare».

Ma dopo quell’intervista vi siete sentite? La Saccardi ha detto anche i medici non vogliono venire negli ospedali della costa?

«Sì, l’ho chiamata subito, ci siamo chiarite, ci siamo anche viste due volte da domenica: forse è stata tradotta in maniera differente da quel che voleva dire».

Mica starà dicendo che è colpa del giornalista?

«No, sto dicendo che magari una parola può essere interpretata in modo diverso, ma anche qui io guardo i dati e constato una difficoltà comune a tutta la regione. La difficoltà a reclutare medici ce l’abbiamo, ma come tutti gli altri, e l'abbiamo detto tante volte. C'è una carenza per tutti, ma nella Toscana Nord Ovest siamo nella media».

Però sa benissimo che le dichiarazioni dell’assessore, che poi ha corretto parzialmente il tiro nei giorni successivi, sono state pesanti: sembra che a Livorno, ma anche a Lucca, Massa, Carrara ci sia una sanità di serie B.

«Io voglio dire con forza – perché ci credo – che non è vero che i nostri ospedali sono pochi attrattivi. Ci sono eccellenze, i nostri professionisti sono bravi, lo rivendico con orgoglio, produciamo una buona sanità, la mortalità oncologica è diminuita, vale per Livorno e per il resto dell’azienda. Non è vero che facciamo una sanità di serie B: ci tengo a difendere i miei professionisti perché lo meritano».

Intanto però è di questi giorni la notizia che il primario di Dermatologia dell’ospedale di Livorno, Giovanni Bagnoni, uno dei più apprezzati in Toscana, dirigerà anche la Dermatologia di Carrara: significa che Livorno perderà “mezzo” primario e che Bagnoni dovrà dividersi su due ospedali?

«No, a Carrara c'è una sezione vacante ed essendo tutti i medici in extramoenia abbiamo dato la responsabilità a Bagnoni: ma lì, come a Massa, non ci sono i numeri per una struttura complessa. Tra l’altro la legge Balduzzi prevede che l’unità di Dermatologia ci sia ogni 300mila abitanti. E’ solo una responsabilità a scavalco, Bagnoni farà una seduta a settimana a Carrara, per il resto starà a Livorno».

Torniamo alle liste di attesa: all’ospedale di Livorno la situazione sono così lunghe come dice l’assessore?

«Sulla diagnostica, prestazioni per immagini, Tac, risonanza etc siamo migliorati tanto, e per quasi tutte le prestazioni stiamo dentro gli obiettivi. Ricordo che gli obiettivi sono le percentuali di soddisfacimento della domanda entro trenta giorni: ogni 100 utenti che chiamano quanti hanno risposta entro i 30 giorni. Ebbene, in quasi tutte le prestazioni siamo verdi, cioè rispondiamo positivamente al 90% dell’utenza. Per la Tac al torace siamo al 93%, per quella al torace con contrasto al 100%, per l’addome sia base che col contrasto al 100%, così come per la Tac neurologica, per la mammografia bilaterale siamo al 100%. Per tutte le Tac e risonanze abbiamo raggiunto l’obiettivo utilizzando anche un pochino di privato, ma facendo anche tanta attività in libera professione richiesta dall'azienda ai radiologi».

Allora va tutto bene...

«No, dobbiamo migliorare sulle visite, dove abbiamo tuttavia fatto passi avanti: siamo al 100% ad esempio sulla chirurgia generale che però non è mai stata un problema e sulla dermatologia e non è che andando Bagnoni anche a Carrara la situazione peggiorerà. In urologia siamo al 100%. Per le visite neurologiche invece siamo all’83% e dunque dobbiamo lavorare per raggiungere l’obiettivo del 90% ma abbiamo fatto passi avanti. Sull’oculistica non ci siamo: siamo al 70% di risposte entro i 30 giorni, manca un'offerta strutturale. Così come non ci siamo su ortopedia nonostante grandi passi avanti e su cardiologia».

Che ha intenzione di fare per risolvere questi punti deboli?

«Per l’oculistica dal primo dicembre metteremo in atto una manovra straordinaria: 20 ore di neo-specializzati, a cui abbiamo dato un incarico. Nel frattempo espleteremo il concorso, si spera che i vincitori accettino di venire e di rafforzare gli organici».

Ma c’è tutta questa resistenza a venire all’ospedale di Livorno?

«No, ma dalle scuole di specializzazioni escono pochissimi medici, si metta nei panni dei giovani: se ci sono opportunità nelle aziende universitarie vanno lì».

Per le visite ortopediche cosa farete?

«Stamani ero da Tomassini in Regione per vedere se ci danno una mano da qualche altra Asl con medici che vengono da noi in convenzione».

Poi c’è cardiologia...

«Anche qui abbiamo una carenza strutturale. Dal primo dicembre però, forse anche una settimana prima, partiremo con una convenzione con i medici della fondazione Monasterio che verranno a visitare i pazienti livornesi in viale Alfieri».

La Regione, con le parole dell’assessore, è entrata a gamba tesa, ma ha una responsabilità importante sulla situazione: lei cosa chiede alla Regione?

«La Regione dovrebbe darci una mano a far sì che arrivino nei nostri ospedali i medici che mancano per mantenere un’offerta strutturale e recuperare le code rimaste».

Quanti medici servono?

«In tutta l’Asl per le prestazioni ambulatoriali dieci».

Quanto incide su queste liste d’attesa la questione del privato convenzionato?

«Ha un peso, per questo bisogna trovare questi dottori, visto che il privato nella nostra Asl è più basso rispetto agli altri due territori della Toscana e noi vogliamo che rimanga più basso».

C’è anche un problema legato alla lentezza di Estar, l’ente della Regione deputato ai concorsi. Lei aveva garantito che il nuovo primario di ginecologia atteso da oltre due anni sarebbe arrivato entro fine anno, ma ancora non hanno nominato la commissione...

«Non è lentezza, è la difficoltà di trovare medici, se non escono gli specializzati. Per quanto riguarda ginecologia, la commissione l'hanno estratta, ma non ha accettato nessuno. Ho chiamato personalmente, credo che abbiano rifatto un'estrazione, ma devono accettare anche i sostituti. Spero ancora che entro dicembre avremo il primario, ma non è detto...». —

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