Gioco
Cinquant'anni di attività, 42 dipendenti: le nozze d’oro dell' azienda Fratelli Santucci
La realtà di Stagno lavora nel settore riparazioni, assistenza e vendita. "Ecco il nostro segreto"
STAGNO. Tanta gente e non tutti amici di famiglia. Anche dirigenti di aziende del settore, venuti da ogni parte d’ Italia non solo per convenienza ed opportunità commerciali. Ma perché, pure loro si sentono parte della famiglia. E che dire di Giovanni Gazzola, autotrasportatore veneziano e collezionista di camion d’epoca, arrivato apposta per un brindisi dal Veneto a bordo del Lancia Esagamma bisarca del ’67 con sopra un Lancia 3 Ro, autobotte del 1939.
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E’ stata la festa della Fratelli Santucci, una realtà unica nel territorio della riparazione, assistenza e vendita camion con clienti in tutta la Toscana. Cinquant’anni di attività, nati in una stanza di 7 metri per 7, alla quale, piano piano, si sono aggiunte tettoie per allargare gli spazi. Perché nel frattempo, servivano più macchinari per far fronte al lavoro che entrava.
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Primi nel ’90 in tutta la provincia ad avere un banco di prova per questi bisonti della strada, c’era da festeggiare ieri le nozze d’oro da quel primo giorno nel 1969, quando Giuliano si mise in proprio, coinvolgendo suo fratello Alfredo che faceva il falegname. Ora, dietro le porte di quel mega capannone moderno, si spalanca un piccolo impero con 42 dipendenti, ma con la semplicità ed i rapporti umani di una volta. Dove tutti paiono “titolari” e sentono le responsabilità come fossero anch’essi dei Santucci, non provando il sacrificio se c’è da tirar tardi per terminare un lavoro. Tanta gioia ed emozione, fra i figli di Giuliano (Carlo, Valerio e Michele) e di Alessandro, figlio di Alfredo. Raccontano, divertiti i preparativi della sera precedente. Alessandro, vecchia passione da dj, che provava le casse. E cugini e dipendenti a ballare musica disco. Una famiglia unita, quella dei Santucci. Anche nella passione per lo sport.
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Il ciclismo. Giuliano ancora oggi deus ex machina del Suma, Alfredo ex direttore sportivo, i figli tutti ex corridori, di buon livello. La commozione quando si ricordano nonno Alessandro e lo zio che non c’è più «hanno contribuito tanto nei periodi di sacrifici, quando c’era da tirare la cinghia e per “allargare bottega” si faceva il cemento anche il giorno di Natale. Risparmiare sul costo del muratore, significava avere qualche soldo in più da investire nell’attività». L’Italia cresciuta in modo sano .L’esempio eccolo qui, insomma. Ed ecco che si capisce come mai Alfredo dirà che è stata più soddisfazione festeggiare questi 50 anni di azienda che non le nozze d’oro con la moglie. «Qui c’è la famiglia proprio tutta. Moglie, figlio, fratello, nipoti, a brindare per una cosa fatta tutti insieme». Giuliano è lì che ascolta e ringrazia tutti. «Lo sport ci ha insegnato tanto. Sacrificio, rispetto, lealtà. Tutti principi che abbiamo trasferito nel lavoro e che la gente ci ha riconosciuto». I due “capoccia” hanno idealmente lasciato il testimone ai loro eredi, pur continuando a vestire la tutae arrivare puntuali tutti i giorni in officina. «Loro hanno studiato ed hanno nuove e valide idee. Solo così si può continuare a crescere».
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