Toscana
La “pagella” alle scuole: Cecioni in testa
Il sistema perde colpi rispetto a 5 anni fa, Livorno non regge il passo di Lucca e Pisa (e intanto si allargano le disuguaglianze)
LIVORNO. Se lo storico spot di Mastercard ci insegna che un risata, un tramonto o un abbraccio non hanno prezzo, figuriamoci se è misurabile con esattezza il valore che può avere la lezione di un prof appassionato o la capacità di apprendimento in una classe ben amalgamata. Ok, ma per tutto il resto c’è Eduscopio, il report con cui la Fondazione Agnelli fa le lastre al sistema d’istruzione mettendo insieme voti di maturità, percentuali di passaggio all’università, ritiri entro il primo anno e via dicendo. Con tutto il beneficio d’inventario, l’ultimo dossier appena pubblicato qualche problemino lo pone: soprattutto a Livorno.
Ad esempio, nel raffronto con il passato. Nella “pagella” di Eduscopio c’è un arretramento generalizzato se lo si guarda con gli occhi di chi vuol proseguire gli studi all’università (vedremo nei prossimi giorni l’altra metà della ricerca, quella riguardante chi invece si ferma al diploma e cerca uno sbocco occupazionale concreto). C’è una (doppia) eccezione per l’indirizzo “scientifico” sia al Cecioni che al Enriques: l’istituto di via Galilei svetta in testa alla classifica delle scuole superiori livornesi, guadagna tre punti e mezzo superando quota 79 (su cento)e stacca il liceo di via della Bassata che pure migliora di due punti.
Il resto no: il punteggio indicatore elaborato dall’équipe di ricercatori scende un po’ ovunque, anzi talvolta va giù in picchiata. E siccome la “mappa” è per macro-indirizzi anziché per scuole, ecco che lo stesso Cecioni – che è una sorta di confederazione di indirizzi – è stato sì gratificato per lo “scientifico” ma viene castigato nel corso “linguistico” (da 64,68 scende a 55,54), in quello “artistico” (giù da 56,44 a 48,54) e in quello delle “scienze umane” (da 75,42 a 46,71).
Non è un guaio soltanto livornese. Si guardi ai licei classici altrui nell’ultimo quinquennio: il Machiavelli di Lucca arretra da 85,08 a 82,63, il Galilei di Pisa da 79,36 a 78,04, il XXV Aprile di Pontedera da 79,54 a 74,89, il Carducci di Viareggio da 83,16 a 73,41.
Ma proprio nel raffronto con le altre scuole dell’area compresa fra Livorno, Pisa, Pontedera, Lucca e Viareggio salta agli occhi che in nessuno dei sette indirizzi analizzati c’è una scuola livornese in testa alla graduatoria: cinque volte lo è Lucca, una volta Pisa e una Pontedera (e Livorno è una volta secondo con l’Iti e una volta terzo con il Cecioni scientifico).
Da segnalare che se l’indirizzo “scientifico” di Cecioni e Enriques migliorano mentre il resto arretra, si allarga lo scarto fra l’istruzione di punta e tutto il resto: è l’antipasto della crescita sociale delle disuguaglianze. —
Mauro Zucchelli
(1, continua)
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