Il Tirreno

Livorno

L’atto di amore della città a Modigliani: tutto pronto per la grande mostra-evento

Lucia Aterini
L’atto di amore della città a Modigliani: tutto pronto per la grande mostra-evento

Domani, giovedì 7, l’apertura al Museo della Città con 133 opere. Il sindaco: «Siamo riusciti a far tornare l’anima di Dedo a Livorno»

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LIVORNO. Mancano poche ore all’apertura della mostra al Museo della Città, in piazza del Luogo Pio, che celebrerà i cento anni dalla morte di Amedeo Modigliani e il rientro dell’artista nella sua città con un evento di rilievo nazionale (e internazionale), un atto di amore e di riconciliazione con la sua arte, spesso strumentalizzata e falsificata. Già emozionano i grandi manifesti con la “Fillette en bleu” (Bambina in blu) che dà la sensazione di avere accanto un cherubino con ali celesti e occhi penetranti.

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Un simbolo di una relazione speciale che Modigliani, se pur con una vita breve e segnata da alcol e droga, aveva con un mondo ricco di interiorità e luce. Quello della sua città che si portò anche a Parigi fino alla morte.. La mostra-evento aprirà domani e chiuderà il 16 febbraio. Il titolo è “Modigliani e l’avventura di Montparnasse. Capolavori dalle collezioni Netter e Alexandre” ed è organizzata dal Comune di Livorno, l’Istituto Restellini di Parigi con la partecipazione della Fondazione Livorno. È curata da Marc Restellini con il coordinamento di Sergio Risaliti. Sono 133 le opere in tutto: di Modigliani sono 14 i dipinti e 12 i disegni raramente esposti al pubblico. Le opere (oltre a Modigliani ci sono Chaim Soutine, Maurice Utrillo, Suzanne Valadon e altri rappresentative della grande École de Paris ) sono appartenute ai due collezionisti che hanno accompagnato e sostenuto Dedo nella sua vita: Paul Alexandre che lo ha aiutato durante i suoi ritorni a Livorno nel 1909 e 1913. Ma anche e soprattutto Jonas Netter che ha riunito, come un esperto e collezionista, alcuni capolavori del giovane livornese.

«Amedeo Modigliani, Dedo, torna nella sua Livorno - spiega il sindaco Luca Salvetti - avrebbe voluto farlo in quel lontano 1920 in cui la vita lo ha lasciato. Lo aveva detto agli amici pittori, a Parigi in molti sapevano. Ma la sorte ha avuto altre mire. A 100 anni dalla morte siamo riusciti a far tornare l'anima di Dedo a Livorno, con le sue opere più belle, che per quattro mesi troveranno dimora nel Museo della Città».

«Questa mostra ha per la città di Livorno un valore storico - aggiunge l’assessore alla cultura Simone Lenzi - L'aggettivo non sembri eccessivo, perché la storia funziona così: stabilisce degli appuntamenti a cui dobbiamo avere il coraggio di presentarci. Il centenario della morte di Modigliani è uno di questi. O meglio, è l'appuntamento a cui, finalmente, non possiamo più mancare. Il valore di questa mostra è allora quello di una celebrazione importante, ma non solo. Serve a dare il bentornato a Amedeo Modigliani».

E conclude Restellini: «Si restituisce a Modigliani il posto che gli spetta, quello di uno dei cinque geni del secolo, pittore e scultore d’avanguardia, nonché inventore di uno standard per le arti primitive insieme a Picasso e Matisse. Qui a Livorno Modigliani ha sviluppato la sua capacità creativa e lo spiritualismo ebraico e qui a Livorno mi auguro che la storia, e non solo il mercato, possano approfittare di questa meravigliosa opportunità per dargli la giusta posizione nella storia dell’arte occidentale». 


 

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