Gioco
Gadget fatti dai detenuti con la “Bambina in blu”
Dal catalogo alle borse in tela stampate a colori dall’associazione “Gattabuia” monili in ceramica realizzati a mano dai ragazzi della coop Brikke Brakke
LIVORNO. Una finestra sull’evento, guardando il merchandising in anteprima; oggetti ricordo che i visitatori potranno acquistare e decisamente in linea con il grande evento.
Tutto curato dalla casa editrice Sillabe, ecco il catalogo ufficiale ed altre pregevoli pubblicazioni, pochette, lapis, penne, magneti, tazze, segnalibri, cartoline, specchietti, anche le “sporte” o shopping bag in tela grezza prodotte dalla associazione “Gattabuia” di Arci e le creazioni in ceramica (spille, collane e piastrelle) di Brikke Brakke, la cooperativa sociale Blu Cammello nata a Livorno nel 1997 rinnovata nel 2015 cambiando nome ma mantenendo come obiettivo prioritario lo svolgimento di attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Tutto molto bello.
Maddalena Winspeare, di Sillabe, raggiunta al punto vendita in allestimento all’interno del Museo della Città, illustra: «Molti i prodotti personalizzati, uno sforzo enorme dal momento che siamo partiti a settembre inoltrato». Gli appassionati di gadget avranno da sbizzarrirsi. Dal manifesto della mostra a tre euro, fino al catalogo in vendita a 35, passando per gli articoli in ceramica che vanno dai 15 ai 28 euro, o le borse a 12 e le pochette a 9,50. Ce n’è per tutti i gusti, compresa una collana per bambini nella quale non può mancare la pubblicazione su “Dedo”. Gioco didattico e spazi da colorare.
Sillabe, che cura il merchandising dei musei fiorentini e di quelli Vaticani non poteva lasciarsi sfuggire questa occasione. «Essendo editori d’arte, l’interesse era specifico - riprende Winspeare - e le iniziative precedenti dimostrano la sensibilità che abbiamo sempre mostrato su Modigliani. E’ così che senza indugi abbiamo deciso di lavorare col Comune. L’esperienza in questo settore ci ha permesso di arrivare in tempo con il materiale che solitamente si ha a disposizione per mostre di livello internazionale come questo, traducendo anche tutto il catalogo ufficiale, visto che l’originale, fatto da Restellini, è in francese».
A raccontare invece come “Gattabuia”, formata da detenuti delle Sughere, è entrata nel progetto, è Marco Solimano, presidente Arci Livorno. «E’ un laboratorio di sovrastampa a caldo per qualsiasi tessuto, nasce una quindicina di anni fa con l’obiettivo di costruire percorsi di reinserimento di soggetti o in stato di detenzione o nella loro fase di post detenzione o a regime di misure alternative alla detenzione. Da qualche anno siamo all’esterno come strumento per chi deve fare attività di volontariato, chi con una messa alla prova, lanciando una linea specifica di merchandisig sul carcere di Gorgona, facendo una convenzione con l’istituto ed assumendo un detenuto che per 4 mesi ha venduto il materiale in occasione delle visite guidate dall’Ente Parco. Stiamo facendo belle cose e la mostra, che è l’ operazione artistico-culturale più importante degli ultimi decenni, poteva far ritagliare anche a noi un angolino». E’ soddisfatto Solimano e si compiace che Sillabe abbia accettato con entusiasmo la collaborazione, senza fare alcun regalo, ma solo dopo aver verificato la qualità e lo standard di Gattabuia.
«E’ una piccola cosa questa, che si legittima all’interno di una operazione che coinvolge tutta la città anche a livello turistico. Motivo per noi di orgoglio e vanto. I ragazzi stanno scoprendo risorse che neppure sapevano di avere. Questo ci suggerisce che non abbiamo limiti, che un obiettivo una volta raggiunto ci dà stimolo per andare oltre». —
Flavio Lombardi
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