Gioco
«Tiratele fuori»: il Mercato reclama le “sue” sculture
Tra commercianti e residenti tanta curiosità e interesse per i capolavori che vennero scolpiti in via Gherardi Del Testa prima del rientro a Parigi
LIVORNO. Il Mercato, il luogo delle teste, dove vennero scolpite e dove poi sono rimaste a lungo: anche da qui, da via Gherardi Del Testa (dove dopo 5 puntate si conclude il nostro viaggio nei luoghi di Modigliani), parte la richiesta: «Tirate fuori le teste». Sebastian Conrad Rocco, uno che di arte se ne intende, non ha dubbi: «Sapevo , certo, che qui c’era la stanza che Modigliani prese in affitto e dove scolpì le sue famose teste. Io sono tedesco di nascita e posso affermare che in Germania Amedeo è molto conosciuto e apprezzato, anche per la beffa di qualche anno fa. So che ci sono le tre teste che in molti ritengono autentiche. Vanno tirate fuori e presentate alla città. La mostra sarà importante, darà nuova vita ad un museo che si andava spegnendo. Spero sia la prima di una lunga serie in grado di cerare interesse e movimento». Meno esperto è Piercarlo Chiani: «Non sapevo che questa via (via Gherardi Del Testa ndr) fosse un luogo di Modigliani e tantomeno che esistessero tre teste considerate autentiche. In questo caso tirarle fuori dovrebbe essere una cosa doverosa. La mostra mi pare una buona iniziativa e, pur non essendo un grande appassionato d’arte, andrò senza dubbio a vederla. Anche se, un mio amico che lavora nel museo, ha avuto la sensazione che si tratti un’operazione di marketing». Poi è la volta di Pino Ricciardi che lavora al Mercato: «Questa cosa di via Gherardi del Testa mi era giunta all’orecchio mentre invece ignoravo l’esistenza delle teste chiuse nel caveau. La cosa mi pare interessante e appoggio l’idea che queste sculture possano essere esposte. Così come sono assolutamente felice della mostra che sta per partire: quando si parla di arte, si entra nel campo della cultura. Quella che abbiamo, teniamocela stretta». Sulla stessa linea anche Riccardo Crestacci, un altro operatore del Mercato: «Ero a conoscenza anche delle teste chiuse in banca e si dovrebbe tirarle fuori subito. Costruirci un esposizione d’intorno. Tanta gente ignora che esistano, sarebbe un bel colpo. Io non so se andrò alla mostra, ma senza dubbio farà bene a Livorno, e attribuirà il giusto onore al grande artista». E poi Dario Spagnoli: « Quello che apprendo adesso è la storia di via Del Testa. Le teste andrebbero certamente portate alla luce. I livornesi sono fatti così: prima di riconoscere un merito ad un concittadino, ne passa di tempo. E puoi chiamarti Modigliani, Mascagni o essere presidente della Repubblica o vincere la Champions league». Chiude il quadro un commerciante Stefano Bernardoni : «A Livorno siamo piuttosto ignoranti su Modigliani e io non faccio eccezione. Di via Gherardi del Testa e del suo laboratorio di scultura non ne sapevo nulla». —
Simone Fulciniti
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