Il Tirreno

Livorno

Morta a 30 anni al rave party: «Ora la proprietà deve chiudere l’area dell’ex Trw»

Federico Lazzotti Stefano Taglione
Morta a 30 anni al rave party: «Ora la proprietà deve chiudere l’area dell’ex Trw»

Livorno, in prefettura il comitato per l’ordine pubblico. Il sindaco: «Per anni hanno fatto affari, devono intervenire»

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LIVORNO. Il corpo di Moira Piermarini, 30 anni da compiere, accasciato sul sedile anteriore dell’auto di un amico parcheggiata nel piazzale dell’ex Trw. Intorno i resti di tre giorni di sballo tra musica assordante ed eccessi: fango, bottiglie, escrementi e rifiuti di ogni tipo. L’inchiesta giudiziaria aperta dal pubblico ministero Niccolò Volpe dove si ipotizzano due reati, la morte in conseguenza di altro reato e lo spaccio di droga, dovrà chiarire cause e responsabilità del decesso della giovane parrucchiera originaria di Pisa che sulla propria pagina Facebook scriveva: «Sono bipolare, riesco ad essere felice e triste allo stesso tempo, ad amare e odiare la stessa persona, a ridere e a piangere per lo stesso motivo, a vivere e morire ogni giorno». Racconta il padre Lorenzo, ex ispettore della polizia a Pisa: «Nonostante avessi la consapevolezza della sua situazione, non ho mai smesso di sperare che potesse smettere di drogarsi per tornare sulla buona strada».

Ieri la zona tra via Enriques e via Firenze è stata sequestrata dagli investigatori per eseguire tutti gli accertamenti. Ma c’è un’altra partita che è già iniziata e che riguarda il futuro dell’area che fino a qualche anno fa dava lavoro e ricchezza e che da un anno a questa parte si è trasformata nella terra promessa dello sballo per migliaia di giovani provenienti da mezza Europa.

LA RIUNIONE 

L’appuntamento è per le 12,30 in prefettura dove si riunirà il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e al quale parteciperanno anche i vertici dell’ex Trw. Non è la prima volta che la proprietà viene convocata dalle istituzioni per cercare di risolvere il problema dell’abbondano dell’area grande come quattro campi di calcio. L’ultima risale aprile scorso dopo quando prefetto, questore e l’allora sindaco avevano chiesto alla proprietà di sigillare la zona dopo il rave party – il secondo in un mese e mezzo – che era stata organizzato tra il 21 e il 22 aprile.

«Gli era stato intimato di sigillare il capannone – spiegano dalla questura – ma è stato messo un cancello e chiesto a un istituto di vigilanza di controllare gli accessi». Troppo poco, evidentemente per impedire che il terreno venisse nuovamente occupato. Ecco perché adesso questa richiesta sarà ripetuta con l’aggiunta di bonificare l’area dall’amianto e ristrutturarla, oppure per venderla affinché possa essere di nuovo la sede di un insediamento aziendale attivo.

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IL SINDACO

Al tavolo ci sarà anche il sindaco Luca Salvetti che ieri è andato all’ex Trw dopo aver saputo della tragedia. «Una giovane di 30 anni ha perso la vita dopo il rave party che si è tenuto nei giorni scorsi all'ex Trw – spiega – Appena appresa la notizia mi sono recato sul luogo del tragico evento e ho parlato con polizia e magistrato. Le indagini sono in corso e al momento non si conoscono le cause della morte. Venerdì quando ho saputo dell’occupazione dell’area ho espresso la preoccupazione mia e dell'amministrazione comunale. In quelle ore ho chiesto al prefetto la convocazione di un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica nel quale chiamare i proprietari dell’area ex Trw e far si che li non potessero più svolgersi eventi del genere. Il tutto alla luce del fatto che già in passato si erano create situazioni simili, l’ultima il 25 aprile scorso del 2019. Il prefetto – va avanti – ha immediatamente convocato il Comitato per lunedì, ma i proprietari dell’area hanno richiesto di spostare al giorno successivo. A questo punto è indispensabile che la proprietà si attivi per evitare un uso improprio dei suoi spazi e si preoccupi di mettere in sicurezza l'intero immobile. Questo chiederemo con forza durante il Comitato, così come chiederemo la massima attenzione affinché non si ripetano situazioni del genere. Per anni – conclude il sindaco – la proprietà ha fatto affari in quel sito adesso è il momento di intervenire con una bonifica e una ristrutturazione oppure di vendere a chi possa valorizzarla».

 

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