Toscana
I proprietari: «Noi disponibili a concederle per una mostra»
Le sculture sono state autenticate anche da più esperti di università americane e già nel 1993 dallo storico dell’arte Enzo Carli
LIVORNO. I proprietari delle tre sculture sono della stessa opinione di Carlo Pepi e metterebbe volentieri a disposizione le opere per un’esposizione. Non vogliono parlare direttamente ma lo fanno attraverso una loro portavoce, l’avvocato Cristina Cerrai, che ormai da anni si occupa dell’intricata vicenda. «Sino ad oggi - spiega Cerrai - abbiamo rinunciato a diverse possibilità di esporre le tre teste, ma qualora l’ amministrazione comunale fosse interessata all’esposizione, (o altri soggetti privati altrettanto affidabili) per il centenario dalla morte di Modigliani, saremmo lieti di valutarla positivamente, ovviamente con determinate premesse. Riteniamo infatti che possa essere un'occasione unica per la nostra città per attirare turisti e tutti gli interessati che, siamo certi, sarebbero impazienti di vedere le uniche sculture di Modigliani presenti in Italia e mai esposte prima d'ora, accompagnate dalla meravigliosa storia che le accompagna».
E prosegue: «Non vediamo particolari difficoltà, per realizzare questa esposizione, i proprietari sono tutelati da un iter processuale ormai concluso e ovviamente verranno osservate le precauzioni da esternare nel caso si verificasse una tale opportunità».
«Inoltre - va avanti Cerrai - è bene chiarire che nessuno detiene i diritti morali sulle opere di Modigliani, come ha rivelato Marc Restellini alla rivista franco - tedesca Arte Journal, aggiungendo che probabilmente è stata questa mancanza a generare questa gran quantità di falsari e di speculazioni ai danni dell’artista».
Sull’autenticità delle sculture, sembra non esserci dubbio. «Il primo ad autenticare le tre sculture - sottolinea l’avvocatessa - è stato l'esperto e collezionista d'arte Carlo Pepi, in seguito si schierarono per l'autenticità Wayne Vesti Andersen docente di storia, teorica e critica d'arte presso il Massachuttes Institute of Technology (M.I.T.) di Boston, James Beck docente di storia dell'arte presso la Columbia University di New York; infine anche lo storico dell’arte, Enzo Carli, attraverso una lettera inviata a Pepi il 24 ottobre del 1993, valutò assai attendibile la paternità e autografia delle tre teste al grande artista livornese».
E conclude l’avvocatessa Cerrai: « A nostro avviso, il più importante tra questi giudizi positivi è senza dubbio quello di Carlo Pepi che dal 1984, cioè da quando risultò essere l'unico esperto a non cadere in errore, fino ad oggi con il recente scandalo internazionale dei falsi di Genova, ha dimostrato al mondo intero di possedere un occhio infallibile nel riconoscere un Modigliani autentico da un falso». —
S.F.
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