Gioco
Per 24 ore nel cuore della Protezione Civile «Così vegliamo la città»
Preoccupazione per gli 80 millimetri segnalati l’altra notte alla Valle Benedetta Poi la rimozione dei detriti vegetali alla Puzzolente e in Collinaia, infine il vento
LIVORNO. Sono le 11 in punto di una domenica mattina che porta con se una notte insonne trascorsa al telefono, in centrale operativa e sul campo. Lorenzo Lazzerini, capo della Protezione Civile, cerca di tenere tutto sotto controllo. Accanto a lui il dirigente della mobilità Leonardo Gonnelli. Un’ora e mezzo più tardi la decisione di inviare il messaggio telefonico di allerta ai cittadini per informarli che l’allerta da gialla diventa arancione. Le forze sono spiegate e non resta che attendere gli eventi. È in plancia di comando, con gli occhi che non perdono di vista il sito del centro funzionale del monitoraggio meteo idrogeologico-idraulico della Regione.
Scorrendolo, analizza i dati di qualche ora prima, quando l’acqua è tornata a far paura anche se non ai livelli della tragedia del 2017. Il pluviometro dà un dato che la dice lunga sulla precipitazione che si è abbattuta su Livorno nella notte fra sabato e domenica.
Un piccolo diluvio quando è buio, e la popolazione può percepire il pericolo ancor più grande di quanto sia, quando chi ha la responsabilità della macchina non è mai tranquillo e decide poi che è meglio verificare di persona e fare ispezioni sul posto.
Il grafico, riportandolo indietro con l’orologio, mostra quel che Lazzerini aveva vissuto in diretta. È quello della stazione della Valle Benedetta, con il picco di criticità iniziato alle 22, arrestandosi tra le 23 e le 23, 45, riprendendo forte e costantemente fino alle 1, 45. A quell’ora, le piogge cumulate hanno messo l’ago su 80, 6 millimetri, un dato importante, per il sistema di deflusso idraulico, nonostante i mille ed uno lavori eseguiti per la messa in sicurezza in successivi ai fatti dell’alluvione.
Ieri mattina grazie al filo diretto con il consorzio di bonifica e il Genio Civile, si è provveduto a rimuovere residui vegetali che avevano otturato le luci al guado della “Puzzolente” e anche al by pass di via della Fontanella, in Collinaia. Quest’ultima via, chiusa, con gli abitanti che potevano uscire ed entrare dalla parte opposta, verso monte, cioè in direzione del lo svincolo della variante di Montenero. Lì i segni di dove è arrivata l’acqua sono rimasti ben visibili, notando l’erba ancora abbassata. Gli scatolati in cemento che sostengono il manto stradale sono stati ricoperti fino a metà. Bene sempre ricordare che quella bretella è in grado di sopportare carichi ancora più importanti, le acque possono passare sopra il livello della strada senza creare danno. Dal centro situazioni vigilato, coordinato con la sala operativa dei vigili urbani, si arrivava ad avere tutte le segnalazioni dai cittadini, mentre in Via dell’Artigianato proseguiva il monitoraggio diretto dei rii principali dall’Ugione fino a Quercianella, in costante collegamento con chi ha fatto ispezioni sul controllo luci dei ponti e i livelli idrometrici dei torrenti.
Durante la notte tra sabato e domenica disagi e consueti allagamenti diffusi in via Provinciale Pisana, via Pian di Rota, piazza Dante, via Cimarosa a Salviano, viale Risorgimento e Scali delle Macine, sottopasso di via Firenze, con viabilità chiusa specialmente nell’area nord della città. La macchina ha risposto tuttavia bene alla situazione. –
Flavio Lombardi
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