Il Tirreno

Livorno

Morte di Erika, il sindaco di Vinci «Combattere la droga a scuola»

Il Mind/Jaiss di Sovigliana è ancora sotto sequestro  «La città è stata vicina alla famiglia andando anche ai funerali» 

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l’intervista

Giovedì sera a Sovigliana doveva tenersi come tutti gli anni la festa di Halloween “Nevermind”. Così è stato fino allo scorso 20 ottobre quando, nel locale di viale Togliatti a Sovigliana del Mind/Jaiss, è morta Erika Lucchesi, 19 anni, a causa di un mix di alco e droghe. Sui social la comunicazione del locale è stata azzerata. La pagina Facebook del Mind è sparita. Resta invece il profilo Instagram: l’ultimo post è del 10 ottobre e pubblicizza una festa in programma il 23 novembre che, al momento, sembra ancora in forse. Listata a lutto dal 21 ottobre, la pagina dello stesso social ma del brand Jaiss. Una scelta apprezzata dal sindaco di Vinci, Giuseppe Torchia: «Penso sia il minimo sindacale dopo tutto quello che è successo e comunque in questi casi contano i gesti. Per questo, per manifestare la vicinanza della Città di Vinci e della nostra comunità alla famiglia ho partecipato ai funerali della ragazza, insieme all’assessore Paolo Frese, in forma ufficiale».

Sindaco, l’esperienza delle discoteche a Sovigliana è da mettere agli archivi?

«Sarebbe un errore chiudere o bandire i locali notturni. Ma è altrettanto comprensibile che l’amministrazione comunale farà di tutto per non far riaprire quel locale nelle forme e nei modi che abbiamo conosciuto negli ultimi mesi. Chiediamo una discontinuità nella gestione e nella organizzazione degli eventi».

I giovani, anche minorenni, riescono a procurarsi alcolici anche fuori dalle discoteche.

«Nella tragica sera del Mind la polizia municipale e i carabinieri in discoteca nel momento in cui la sfortunata ragazza si è sentita male. Ma il problema è di tipo sociale».

Il sindaco non ha poteri sul contrasto allo spaccio ma ha un impegno morale sulla prevenzione e l’educazione. Secondo lei nelle scuole si fa abbastanza?

«Occorre vigilare sulle frequentazioni e sullo stile di vita dei ragazzi e questo compito spetta alla famiglia. Le istituzioni hanno invece il dovere di insegnare ai ragazzi il rispetto della propria vita e di quella degli altri. Per questo il Comune ha deciso di avviare una campagna di informazione nelle scuole, magari con l’ausilio anche delle forze dell’ordine, sui rischi a cui si va incontro nel consumo di stupefacenti». —

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