Il Tirreno

Livorno

I carabinieri arrestano due stranieri 

Maxi rissa in piazza Garibaldi in 10 si prendono a bastonate

Maxi rissa in piazza Garibaldi in 10 si prendono a bastonate

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livorno. Quando i carabinieri sono arrivati in piazza Garibaldi, intorno alle 21 di venerdì, hanno trovato uno dei partecipanti alla rissa sanguinante e con ancora in mano un bastone con il quale cercava di colpire i rivali che lo stavano affrontando.

Sono passati pochi secondi e la stragrande maggioranza delle persone coinvolte, una decina in tutto, è riuscita a scappare. Così il bilancio dell’intervento dei militari è stato di due arresti: un trentatreenne e un ventisettenne entrambi di nazionalità gambiana.

A dare l’allarme, poco prima dell’arrivo dei carabinieri, una telefonata al centralino del 112 in cui un cittadino residente poco distante dal centro dello scontro raccontava di una rissa lungo via delle Cantine, nella zona del Pontino, nella quale erano coinvolte una decina di persone. «Si stanno picchiando – ha raccontato – uno dei partecipanti ha in mano un bastone mentre gli altri usano delle bottiglie di vetro».

In pochi minuti sono arrivate tre macchine dei carabinieri, due della sezione Radiomobile e l’altra della stazione Porto, la più vicina al luogo della segnalazione. I militari hanno potuto constatare che la rissa, nel frattempo si era spostata dagli scali delle Cantine fino a pizza Garibaldi senza che la le violenze diminuissero. Anzi. «Gli altri partecipanti alla rissa – spiegano dal comando provinciale – si sono repentinamente alla fuga».

Uno degli arrestati, invece, è stato fermato mentre brandiva ancora una mazza di legno cercando di colpire gli altri connazionali. Il secondo arrestato, invece, ha riportato lesioni per una prognosi di venti giorni.

I due erano già noti alle forze dell’ordine e con precedenti in materia di stupefacenti e reati contro il patrimonio. Dopo una notte trascorsa in camera di sicurezza, a seguito dell’udienza di convalida, per uno dei due è stato disposto dal giudice il trasferimento in carcere, per l’altro gli arresti domiciliari. Resta da capire che cosa abbia scatenato la violenza, mentre proseguono gli accertamenti per risalire agli altri partecipanti che sono fuggiti. —



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