Gioco
La pioggia non ferma la voglia dei cittadini Sono già 900 a dire no alla bioraffineria
Martedi sarà presentato il calendario completo di novembre sono previsti anche a Livorno i banchetti per la petizione
STAGNO. Un sabato uggioso, fuori dal Conad di Stagno. Volontari di “Collesalviamo l’ambiente” stazionano sotto la tettoia del supermercato, con il loro banchino allestito in semplicità. Attendono che i clienti, parcheggiata l’auto arrivino vicino all’ingresso, oppure aspettano quelli che hanno promesso di fermarsi all’uscita una volta già fatta la spesa.
Sono Ettore Fiaschi, Paolo Schiavon, Roberto Sozzi, Simone Bernardini, Alessandro Picchetti e Silvia Bargagna. In due ore, la frazione di tempo che è andata dalle 10 fino a mezzogiorno di ieri, quasi 200 hanno preso la penna in mano volendo così dare testimonianza della loro voglia di non avere il nuovo impianto Eni in aggiunta alla raffineria. Aggiugendo questo numero a quello fatto nei giorni scorsi, siamo già attorno alle 900 firme.
Scende la pioggia, mentre i volantini vengono presi d’assalto perché la gente ha voglia di informarsi, di saperne di più. “Basta bio-frottole! Basta megaimpianti dei rifiuti! Per una vera economia circolare, firma e fai firmare la petizione”. Sopra ogni modulo sul quale i cittadini pongono in stampatello il loro nome e cognome, l’indirizzo di residenza e la firma autografa, c’è il testo del motivo per il quale firmano che può essere così riassunto. No all’inceneritore (l’impianto di gassificazione è così definitivo da normativa nazionale) in un sito altamente inquinato e nel quale secondo il rapporto Sentieri, ci si ammala e si muore per malattie da inquinamento ambientale. Nulla di biologico e di circolare, solo rifiuti da Firenze e contrarietà a diventare pattumiera della Toscana. No, infine al baratto salute-investimenti per ridurre le maleodoranze. C’è qualcuno che non si ferma perché poco interessato, oppure si manifesta decisamente contrario all’iniziativa, urlando “ma la spazzatura da qualche parte deve andare”.
Sorrisi, gentilezza e frenesia per arrivare a martedì, quando il comitato si riunirà per decidere il calendario dei “punti banchetto” per tutto il mese di novembre, sbarcando anche a Livorno.
Leandro Orsini sta a Villaggio Emilio. «La raffineria già inquina se poi si si aggiunge il regalino da Firenze, direi che sarebbe troppo». Alessandro Allegri da via di Suese è senza peli sulla lingua. «Firmo perché vorrei respirare meglio. Con un altro impianto, si andrebbe a peggiorare la situazione, costringendoci a pensare addirittura di andarcene via da qui. Penso anche al futuro di mio figlio». Domenico Mancini, di Corso Italia. «Basta puzza, non si fa più vita, io chiuderei anche la raffineria. Io, poi, ho anche un altro problema. Ho la Fi-Pi-Li che mi passa a 10 metri e mi trema la casa. Fino a ora nessuno se n’è voluto interessare». Luigi Moretti , abita in via Curiel. «Ho sentito già tanti discorsi e comincio ad informarmi. Mi sembra che le ragioni addotte dal comitato siano legittime. I fiorentini sono troppo furbi…». Marilena Testi, lei ha casa in piazza di Vittorio. «Vorrei campare di più, non morire prima. Ho marito e due figli che da qui se ne vorrebbero andare. Hanno avvelenato tutti, ci vogliono mettere anche il carico». Renzo Nanni, da 40 anni uno stagnino. «Sempre peggio. Anche perché qui non è che si ferma la raffineria per fare un gassificatore. Vogliono fare entrambe le cose. Per quel che conta la mia firma, dico no». Paola Mengheri, anche lei di via Curiel. «L’ambiente va rispettato, bisogna farla finita con queste porcherie. Da 42 anni sto qui e mio marito lì dentro ci lavorava anche…». Alessandro Caldara «Il motivo per cui firmo, mi sembra ovvio. C’è già una situazione collassata, vogliono farci credere tante cose, promettendo magari il lavoro. Ma qui, abbiamo già dato abbastanza. Il governatore Rossi individui un comune del fiorentino, invece di continuare a tutelare le sue zone e venire a inquinare a Livorno». Alfio Martelli, portuale in pensione, ex giocatore negli anni d’oro della Volterrana colonia negli anni ’80, dei livornesi, colonna difensiva viola di quel tempo, attacca«Basta coi problemi, bisogna risolvere quelli già esistenti, non aggiungerne di altri». Chiude Anna Antonelli chiude. «Esprimo dissenso a voler fare un altro impianto industriale in un Sin. E non ci saranno solo emissioni in aria in più, ma anche un inquinamento da traffico spaventoso». —
Flavio Lombardi
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