Gioco
«Scali senza alcun controllo sul porto serve una svolta»
LIVORNO. No alla deregolamentazione nel porto. La Cgil attacca e chiede una svolta e garanzie sull’occupazione. «Siamo contro la frammentazione delle operazioni e dei servizi portuali - spiega Giuseppe Gucciardo, segretario della Filt- Cgil - siamo preoccupati per le posizioni che sono emerse nell’ambito della commissione consultiva dell’Autorità di sistema portuale dedicata alla determinazione del numero massimo delle autorizzazioni per lo svolgimento delle operazioni e servizi portuali. L’Authority è responsabile della salvaguardia del sistema portuale. E quindi al fine di garantire un equilibrio bisogna valutare con attenzione i soggetti autorizzati. Non possiamo con gli stessi volumi di lavoro dare nuove autorizzazioni. Altrimenti non si tutelano i livelli di occupazione e si favorisce l’ingresso di soggetti che possono distorcere il mercato del lavoro». E Gucciardo aggiunge: «Abbiamo denunciato anche il fatto che in alcuni scali non ci sono controlli, chiunque può entrare e i lavoratori possono anche raddoppiare i turni senza alcun censimento da parte di nessuno. E’ comprensibile quali distorsioni si producono in termini di distribuzione dei carichi di lavoro e come la salute e sicurezza dei lavoratori venga compromessa, senza contare i rischi a cui viene esposta l’utenza del porto. E’ prioritaria una assidua verifica dei soggetti autorizzati o concessionari, al fine di garantire la corretta applicazione dei contratti e il rispetto dei piani d’impresa».
Gucciardo continua: « Abbiamo più volte denunciato l’immobilismo delle istituzioni nell’accelerare i processi di realizzazione delle infrastrutture necessarie a connettere il territorio toscano e dare risposte in termini di buona occupazione. Un anno fa, definimmo il porto di Livorno come Godot. Siamo ancora in attesa - spiega - Servono infrastrutture, nessuno può negarlo, altrimenti lo stesso piano operativo triennale diventerà carta straccia. Il nodo logistico complesso dell’Alto Tirreno (come definito dalla mappa della commissione europea che include aeroporto di Pisa, aeroporto dell’Elba, interporto Vespucci, porti di Livorno, Piombino, Capraia isola, Portoferraio, Rio Marina, Cavo) non ha ancora quella connessione intermodale sperata, progettata, indispensabile per sprigionare le potenzialità della nostra regione. Serve la Darsena Europa, con l’ammodernamento delle infrastrutture viarie e ferroviarie.Ma oggi, lo ripetiamo, servono risposte in attesa che tutto sia realizzato».
«La comunità portuale deve lavorare per essere in grado di governare il cambiamento, non subirlo - va avanti - Buona occupazione, aggiornamento delle abilità per rispondere alla costante implementazione tecnologica del settore».
«Tutto questo è realizzabile - conclude - basta solo una rigida applicazione della norma di disciplina dei porti. Il sistema portuale toscano potrà dare le giuste risposte solo se il governo del porto conterrà la frammentazione della comunità portuale: imprese e lavoratori. La competizione non può scaricarsi sempre sui lavoratori». —
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