Gioco
«Nuoto libero e acquagym pochi assistenti bagnanti e alcuni senza brevetto»
Esposto da parte di trenta utenti delle piscine comunali ad Asl, Comune, Coni e Capitaneria «Violate diverse prescrizioni di legge sulla sicurezza»
LIVORNO. Un esposto inviato all’Asl, al Comune, al Coni e alla Guardia Costiera per denunciare una serie di gravi inadempienze dal punto di vista della sicurezza che sarebbero in atto nelle piscine comunali di via Allende, via dei Pensieri e alla Bastia.
A firmarlo sono stati trenta utenti del nuoto libero, che chiedono alle autorità coinvolte di fare accertamenti nelle tre strutture per verificare la regolarità del servizio di salvataggio, la regolarità della qualifica degli assistenti bagnanti e le condizioni di sicurezza in cui l’utenza del nuoto libero assistito è costretta a nuotare, oltreche per ristabilire quella «cornice di legalità e sicurezza che deve esserci in impianti sportivi aperti al pubblico».
un bagnino invece di 2
Cosa contestano in particolare gli utenti? «Nelle tre piscine, forse per contenere le spese di gestione, si è pensato, seppur in violazione delle vigenti disposizioni di legge, di svolgere durante l’orario del nuoto libero-assistito, il servizio di salvataggio e primo soccorso con un solo assistente bagnante anziché “almeno due” come invece prescrive il Regolamento regionale del 2010 - si legge nella denuncia -. Tale situazione è ancor più grave se si considera il fatto che, molto spesso, l’unico assistente bagnante non è presente sul piano vasca perché distolto dal servizio per svolgere altre mansioni».
TUTTI IN DUE CORSIE
In particolare i frequentatori della Camalich denunciano che nella vasca da 50 metri «si è ritenuto di giustificare la presenza di un solo assistente a bordo vasca, ricorrendo ad un inutile espediente (da un punto di vista giuridico), quello di ridurre lo spazio di attività del nuoto libero assistito, costringendo tutte le persone a nuotare in sole due o tre corsie».
«Tuttavia la norma è chiara in tal senso - aggiungono- visto che non solo impone per ovvie ragioni di sicurezza, sempre e comunque la presenza di almeno due assistenti bagnanti a prescindere dalla superficie della vasca interessata dal nuoto libero assistito, ma il decreto ministeriale del 18 marzo1996 prevede che nelle piscine pubbliche, con vasca di superficie superiore a 400 metri quadrati, il nuoto libero sia, appunto, assistito da almeno due assistenti bagnanti, a prescindere dalle corsie utilizzate».
corsie piene
Secondo i frequentatori della Camalich questa «situazione non solo rappresenta un vero azzardo in termini di sicurezza delle persone, ma è anche espressione di un’incapacità nella gestione delle corsie se si considera che l’utenza non solo viene privata di quella assistenza minima prevista a bordo vasca per legge ma anche - indipendentemente dal fatto che le restanti corsie siano o meno interessate da altre attività - costretta a nuotare in spazi limitati e sovraffollati e, per questo, spesso pericolosi per le diverse abilità natatorie delle persone».
BAGNINI senza brevetto?
Ancor più grave l’accusa relativa alla situazione dell’Acquagym. «Durante i corsi di acquagim - si legge nella denuncia -, il servizio di salvataggio viene affidato agli stessi istruttori di quest’ultima disciplina acquatica», tra i quali, tra l’altro, secondo gli utenti alcuni sarebbero «addirittura sprovvisti di qualsiasi qualifica in tal senso ma anche brevetto e titolo di assistenti bagnanti».
«Tutto ciò - si legge nell’esposto - è causa di grande preoccupazione per molte persone, tenuto conto che buona parte dell’utenza è costituita da anziani, spesso con scarsa padronanza e capacità di galleggiamento».
dialogo inutile
Prima di scrivere ad Asl, Comune - che delle piscine è proprietario e che ha affidato la gestione -, Coni e Capitaneria, gli utenti - raccontano - avevano tentato un dialogo con la nuova gestione dell’impianto.
«Ma ogni appello o tentativo di dialogo e delucidazione con il responsabile del corretto funzionamento gestionale ed organizzativo degli impianti è stato del tutto inutile», scrivono nella denuncia, accusandolo di scarsa preparazione.
Per questo - spiegano - l’ultima strada è stata quella di presentare questo esposto, su cui - raccontano - hanno voluto limitare la sottoscrizione ad una trentina di firme ma sarebbero potute essere ben di più visto che le problematiche sono condivise dalla maggiorparte dei frequentatori del nuoto libero. «Chiediamo che si faccia definitiva chiarezza su alcune decisioni improvvide prese dall’attuale gestione sulla cui legalità (ed opportunità) nutriamo forti perplessità, per il disagio che ciò sta causando nell’utenza, già ridotta nei numeri rispetto allo scorso anno, per il sensibile ed ingiustificato aumento delle tariffe e delle relative modalità di pagamento».G.C.
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