Gioco
La moda va in orbita: nell’ex fabbrica di abiti la Kayser lavora i tessuti che usano gli astronauti
Livorno, il quartiere generale dell’azienda aerospaziale livornese ha preso il posto dello stabilimento Barcas sulla strada provinciale per il Gabbro
LIVORNO.La Nasa ha appena messo in vetrina le nuove tute spaziali per gli astronauti – anzi, le astronaute – che andranno a mettere piede sulla Luna. In casa Virgin Galactic, il marchio aerospaziale di Richard Branson, si limita al brivido del volo suborbitale (per raggiungere l’effetto dell’assenza di gravità) ma è una delle primissime imprese private su questa nuova frontiera e, siccome vuol farlo aprendo la porta all’utilizzo turistico-commerciale del cosmo, si è alleata con un produttore di capi sportivi di Baltimora per lanciare una linea di abbigliamento spaziale.
E Livorno cosa c’entra? C’entra eccome. Dal punto di vista simbolico: perché la Kayser è al posto della Barcas, negli anni ’60-70 una fabbrica di vestiti creata dagli imprenditori Barnini e Cassuto con manodopera praticamente tutta femminile. Dal punti di vista concreto: perché la Kayser non solo lavora a bio-esperimenti ed è centro di controllo della Stazione spaziale internazionale, ha messo in piedi prodotti di tessuti tecnici che servono come accessori nelle missioni cosmiche. E’ qui attivo un altro tassello della famiglia titolare dell’impresa aerospaziale livornese: è un settore seguito da Nunzia Valente, la moglie del fondatore Valfredo Zolesi.
A partire dal 2005 la Kayser realizzato anche borse e contenitori per i propri esperimenti utilizzando tessuti speciali basati su un composto brevettato. Compresa la sensoristica per le tute leggere che gli astronauti usano all’interno della navicella: i loro parametri fisico-biologici vengono rilevati di continuo. E’ indispensabile per capire gli effetti che l’assenza di gravità ha sulla fisiologia muscolo-scheletrica ma anche sulla trasmissione degli impulsi nervosi, su alcuni aspetti psicologici. Obiettivo: riuscire ad avere una mappa dettagliatissima in vista di missioni di lunga durata come potrebbe essere l’esplorazione su Marte.
Ad esempio, in orbita con l’astronauta italiano Luca Parmitano c’è un esperimento creato dall’azienda livornese: riguarda i giri di una rana acquatica africana («avevamo suggerito il favollo livornese ma non siamo riusciti a convincere l’agenzia spaziale», scherza Zolesi). Serve per analizzare le conseguenze che la microgravità ha in organismi alle prese con grandi trasformazioni come i girini che diventano rane. —
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