Il Tirreno

Livorno

Il segretario Cgil e il lavoro che non va «L’uscita dalla crisi è ancora lontana»

Lucia Aterini

Zannotti: «Bisogna accelerare, la politica si disinteressa»  Siglato un accordo insieme a Uil, Cisl e Confindustria  

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«L’uscita dalla crisi è lontana e notiamo un allentamento della tensione sui problemi del lavoro da parte della politica ». Fabrizio Zannotti, segretario della Cgil nella provincia di Livorno, commenta i dati elaborati dal centro studi di Ires Toscana. E si rincuora solo con i dati che riguardano la sua confederazione (quelli del tesseramento nell’articolo accanto). Per il resto vede solo una situazione di incertezza per i maggiori insediamenti produttivi. La provincia di Livorno sta subendo oscillazioni rilevanti per i principali indicatori che, come si spiega nel rapporto dell’Ires, «sono anche dissonanti tra di loro». Un andamento frutto del funzionamento a fasi alterne dei grandi impianti industriali e delle relative commesse. E infatti nella zona, secondo la banca dati Reprint , sviluppata da Politecnico di Milano e Ice, si contano 65 imprese a partecipazione estera.

Segretario, quali sono i numeri su cui dobbiamo porre più attenzione?

«È preoccupante il forte aumento delle ore di cassa integrazione (che sono sestuplicate nei primi sette mesi di quest’anno). Questo incremento è da imputare soprattutto al settore della siderurgia e quindi Piombino. Per quanto ci riguarda noi abbiamo soprattutto la Magna di Collesalvetti e altri insediamenti. Abbiamo poi un calo degli avviamenti al lavoro rispetto all’anno scorso. E poi sempre secondo le stime dell’Ires il 2019 si dovrebbe concludere con un valore aggiunto pari a zero per la contrazione del settore manifatturiero (-3,4%). E poi un segno meno anche per la produttività del lavoro (-3,9%)».

La Cgil come si pone di fronte a questi numeri?

«Ci vuole un’accelerazione e per questo di recente abbiamo firmato anche un accordo con Cisl, Uil e Confindustria per un riesame delle priorità dell’agenda strategica. Noi vogliamo difendere le realtà che abbiamo, per fare un esempio Magna closures. Ma ci piacerebbe parlare anche di sviluppo del territorio. Vogliamo mettere in campo iniziative per attrarre investimenti su portualità e logistica perchè o diventiamo un nodo strategico oppure siamo fuori. Bisogna velocizzare su Darsena Europa e investimenti per le infrastrutture. Il ritardo su questi versanti sono elementi di criticità».

Quali sono altri punti problematici sulla via dello sviluppo?

«Sulla costa sono state concentrate risorse significative (con la legge 181/89 per il rilancio delle aree industriali colpite da crisi) che sono però rimaste inutilizzate per rinunce o mancato possesso dei requisiti da parte delle imprese. Quindi, come abbiamo scritto nell’accordo con Confindustria, è necessario sollecitare una rapida conclusione dell’azione già avviata dalla Regione verso il ministero dello sviluppo economico che tende a semplificare requisiti e procedure della legge in questione».

E sul lavoro in senso stretto?

«Sulla qualità del lavoro, scontiamo anni di crisi che hanno mutato profondamente i rapporti. Gli appalti per esempio: ci vuole un accordo che determini le condizioni in caso di variazioni e quindi l’inserimento delle clausole sociali a tutela dell’occupazione, l’applicazione dei contratti collettivi nazionali e non i contratti pirati. E ci battiamo anche per la cancellazione del metodo del massimo ribasso . Infine nell’accordo sottoscritto abbiamo chiesto un tavolo per anticipare difficoltà delle aziende nel caso, per esempio, di transizioni». —

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