Il Tirreno

Livorno

No alla bioraffineria prosegue la raccolta di firme dei comitati Raggiunta quota 700

Flavio Lombardi
No alla bioraffineria prosegue la raccolta di firme dei comitati Raggiunta quota 700

Collesalvetti, al mercato il banchetto di “Collesalviamo l’ambiente”.  Presto anche il calendario che coinvolgerà Livorno 

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COLLESALVETTI. La raccolta firme del Comitato “Collesalviamo l’ambiente” prosegue. Già cominciata la scorsa settimana, proseguita martedì fuori della scuola di Guasticce, ieri il banchetto dei volontari ha rifatto la sua comparsa al mercato settimanale di Collesalvetti dove sono state circa 100 le persone che hanno messo il proprio “autografo” (ormai superata quota 700) sul modulo che accompagnerà la petizione con la quale si chiederà ai sindaci di Livorno e Colle di non sottoscrivere alcun protocollo d’intesa con Eni per l’impianto innovativo sulla lavorazione di plastiche non riciclabili ed ecoballe per produrre metanolo. Si immetterebbe nell’aria, secondo gli ambientalisti, la metà di Co2 rispetto a quella prodotta da un inceneritore, ma quel quantitativo andrebbe ad aggiungersi alle emissioni della lavorazione del petrolio alla quale Eni non rinuncerebbe sulla raffineria di Livorno, al contrario di quanto accaduto per quella di Venezia e Gela, completamente riconvertite.

Il Pd di Collesalvetti è già uscito con una nota critica, nella quale si stigmatizza l’informazione data in questi giorni ai cittadini, creando un allarmismo ingiustificato, mentre invece le istituzioni sposano la strada di ulteriori accertamenti prima di pronunciarsi, dichiarando comunque che la salute della collettività viene al primo posto.

Stefano Seghetti, uno dei portavoce del comitato, ribadisce che il gassificatore che vorrebbe Eni a Stagno, è secondo la normativa nazionale un inceneritore anch’esso. Tutto contenuto nel Decreto 133 del 2005 che ha acquisito a sua volta le normative europee sull’incenerimento rifiuti. «Di sicuro - dice - c’è che la gente ha paura per la propria salute e sia Collesalvetti che Livorno sono uno dei SIN (Sito di interesse nazionale), così definite aree contaminate molto estese classificate come pericolose e che necessitano di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e/o delle acque superficiali e sotterranee per evitare danni ambientali e sanitari». Tornando alle iniziative, “Collesalviamo l’ambiente” martedì definirà un calendario vero e proprio attraverso il quale si intenderà raggiungere capillarmente tutte le frazioni del Comune, «informando e fornendo gli strumenti per decidere il futuro anche delle generazioni a venire».

L’argomento è di interesse e molti chiedono approfondimenti. Lo dice Seghetti. «Tra quelli che si avvicinano, alcuni sono già informati, altri si fermano con i nostri volontari per conoscere più dettagliatamente cosa ci ha spinto a intraprendere questa battaglia per la salute degli abitanti. Alcuni, si sono addirittura offerti di collaborare, altri invece sono favorevoli all’impianto. Fra poco cominceremo a mettere i banchetti anche a Livorno, supportati da tutti gli altri comitati che fanno capo a “Rifiuti Zero”. Il problema non è solo di Collesalvetti.

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