Il Tirreno

Livorno

Livorno non è per i giovani: record toscano di vecchiaia

Nicolò Cecioni

Per ogni 100 ragazzi sotto i 14 anni ci sono 227 over 65: «Dato preoccupante» I dati sono stati presentati dal Centro studi e servizi della Camera di Commercio

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Per cento livornesi sotto i 14 anni ce ne sono 227 over 65. Basterebbe questo dato per far scattare l’allarme e far capire che Livorno è una città sempre più anziana, con l’indice di vecchiaia più elevato della Toscana. L’età media all’ombra dei Quattro Mori è di 47,8 anni, uno in più del resto della regione e addirittura due e mezzo più della media nazionale.

Insomma, siamo una città che non riesce a ringiovanirsi e questo non solo per le attività e le iniziative che mancano, ma per i dati demografici. A presentare i numeri del 2018 è stato Federico Doretti del Centro studi e servizi della Camera di Commercio. Insieme al vicepresidente Alberto Ricci, ieri mattina, ha mostrato una situazione tutt'altro che serena a livello locale, provinciale e nazionale. Oltre all’età media elevata, a preoccupare è anche il calo della popolazione presente. Nel 2018, infatti, i residenti in Toscana sono diminuiti dello 0,2%, ma a in provincia siamo oltre lo 0,4 e siamo passati dalle 336mila persone del 2017 alle 334 del 2018.

Più alto rispetto alla media regionale anche il tasso di mortalità, che ha sfondato il 12%, al fronte di quello toscano, fermo all’11,6 e quello italiano che è di 10,4%. Chiaramente più basso degli altri è anche il tasso di natalità, fermo al 6,37% grazie alle sole 2.137 nascite, al cospetto del 6,66 della Toscana, dove nel 2018 sono nati quasi 29mila bambini. Con queste cifre così impietose, è di fatto più basso della media anche il numero percentuale dei componenti della famiglia che a Livorno è di 2,12, con la media regionale a 2,24 e quella pisana al 2,29.

In questo scenario, non hanno grande incidenza sulla crescita dei residenti neanche i cittadini stranieri, che in città sono 12.964 e sono aumentati del 2% rispetto all'anno scorso. In tutta la provincia, invece, sono quasi 28mila. «Sono numeri preoccupanti – hanno commentato Doretti e Ricci – e per arginare il problema servono politiche serie a favore delle famiglie. Altrimenti il sistema andrà al collasso, a partire da spesa sanitaria e fondi per le pensioni». —



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