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A Livorno chiude un’edicola ogni due settimane, giornalai in piazza: «Vogliamo dignità»

A Livorno chiude un’edicola ogni due settimane, giornalai in piazza: «Vogliamo dignità»

L’allarme lanciato dal segretario provinciale di Sinagi: «la città sta perdendo i suoi chioschi, serve una svolta» 

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LIVORNO. I numeri, purtroppo, parlano chiarissimo: in cinque anni in provincia di Livorno hanno chiuso cinquanta edicole (in media dieci ogni anno, quasi una al mese). Ma va peggio – e questo è il dramma – se leggiamo solo il dato degli ultimi dieci mesi dove hanno abbassato la saracinesca venti giornalai, dunque uno ogni due settimane. A rivelare questo dato preoccupante per tutto il sistema dell’editoria è il segretario provinciale del Sinagi, il sindacato nazionale giornalai d’Italia affiliato alla Slc-Cgil Daniele Domenici.

«Gli aggi economici, inalterati da oltre 20 anni – spiega – non consente alle edicole esclusive di andare avanti. Livorno la città dei chioschi, li sta a poco a poco perdendo tutti. Ecco perché chiediamo ed invitiamo le istituzioni, la politica attraverso i loro rappresentanti, gli organi di informazione, un sostegno e di esser presenti al nostro gazebo, mercoledì dalle 15, in piazza Grande, dove faremo una raccolta firme nella giornata della dignità del giornalaio». L’obiettivo è quello di chiedere al presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio, tramite il Sottosegretario con delega all’editoria, di destinare una parte consistente di finanziamento pubblico, rivolto fino ad oggi esclusivamente alle case editrici e di farsi parte attiva nei confronti degli editori per la definizione di un nuovo accordo nazionale che stabilisca regole operative e corrispettivi economici in grado di stabilizzare il nostro settore.

«Il tempo – va avanti Domenici – è quasi scaduto, molti colleghi hanno perso il lavoro, il loro investimento iniziale, in pratica, hanno perso tutto, ed ogni giorno è a rischio un’altra attività. Le edicole hanno avuto un passato importante, un presente incerto, per il futuro c’è estremo bisogno di capire editoria ed istituzioni se hanno interesse a mantenere in vita un rete di vendita in Italia o distruggere un settore. Gli edicolanti della città, saranno al gazebo per invitare tutti ad una firma e per tener la testa alta, in una giornata denominata la giornata della dignità del giornalaio».

Negli ultimi dieci anni, alcuni fattori come l’avvento di internet e la crisi economica, hanno portato il settore a veder perder migliaia di posti di lavoro. A livello nazionale sono 20mila le edicole chiuse in dieci anni. «La colpa – si sfogano gli edicolanti – non va cercata solo in quei due fattori, ma anche in un abbandono della nostra filiera, la Fieg si rifiuta di firmare un nuovo accordo nazionale, mantenendo gli aggi inalterati, facendo entrare in edicola prodotti sotto costo, allegati gratuiti, vendendo il prodotto in abbonamento a prezzi scontati al cliente, scavalcando le edicole. Oltre a cento altri fattori che penalizzano il settore. Chiediamo dignità per il nostro lavoro, chiediamo una firma affinché una parte di finanziamento pubblico sia destinato all’ultimo anello della filiera, a chi davvero, garantisce dalle 5. 30 alle 20 tutti i giorni pluralità informativa e un servizio pubblico». —
 

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